— Naturalmente non posso prometterle di far ricerche per tutto il Brasile. Il territorio della nostra repubblica è per disgrazia così vasto! Ma la signora non vorrà certo allontanarsi da Rio. Eccettochè non prenda il volo per l'Europa e allora noi saremmo molto dispiacenti se per questo dovessimo perdere anche Lei prima del tempo.
Il professore Axerio incominciò a sentirsi a disagio sulla poltrona, perchè sempre più gli pareva che il personaggio con la sua grazia lo burlasse fine fine. E tanto più quando gli disse:
— Mi permette una domanda? Lei certo è venuto qui non dall'uomo pubblico, perchè la cosa sua non è materia di stato, ma dell'amico. Ebbene, mi permette che Le dia un consiglio da amico? Cerchi anche Lei. Ripassi con la mente le amicizie.... le amiche che la signora Axerio può avere in Rio. Forse.... qualche amica potrebbe conoscere il suo rifugio.
Il professor Axerio s'alzò, salutò, andò via, tornò a Santa Teresa, si rinchiuse nelle sue stanze sentendosi inseguire dal ridicolo. Rinchiuso dentro ripeteva fra sè:
— Oh se ti rimetto le mani addosso!
Per quella donna era stato burlato e da chi! Lui, lui burlat'in alto! Ritrovarla, ritrovarla a ogni costo!
Volle almeno rivederne le stanze. Andò in punta di piedi e come un ladro, perchè aveva paura de' servitori. Entrò nel salotto della moglie e poi nella camera, se la raffigurava, gli pareva di rimetterle le mani addosso. S'accostò al letto, la rivide come quando nell'accesso della collera per provarle che era il padrone le aveva usato violenza. Abbassò la barba sul letto con la gola gonfia di ruggiti come in quel momento e si disse:
— Perchè non l'ho soffocata?
Lì dov'era il letto s'aprì un vuoto, ei rivide il corpo della moglie giù in fondo al precipizio del Silvestre e gli attraversò il cervello un fantasma che gli saziò il cuore: vide se medesimo di notte in atto di portar via il corpo morto da quel letto fin all'orlo del precipizio. Sentendo battere alla porta gridò:
— Che c'è?