— Sì.

Un'altra folla di ricordi ritornò in ment'all'Axerio. Si ricordò di quando il Buondelmonti e lui sull'«Atlantide» tante volte s'eran serviti della discussione come d'un mezzo per sfogar l'odio e il disprezzo che si avevano l'uno contro l'altro. Si ricordò quando per la prima volta aveva dovuto dentro di sè chiamar odio l'odio, quand'attraversando il ponte dop'una delle solite discussioni aveva scort'il Buondelmonti tra gli emigranti e aveva torti gli occhi da lui per non salutarlo. E di tante e tant'altre volte si ricordò in cui aveva trovat'insieme il Buondelmonti e la moglie a parlar tra loro, aveva notato la differenza tra le relazioni sue proprie col Buondelmonti e quelle della moglie, ma poi s'era distratto.

Ora l'Axerio per tutt'una notte e un giorno andò camminando nelle sue stanze con la barba nel pugno e gli occhi a terra. Non pensava nulla di preciso, ma non poteva scacciar dal suo cervello l'immagine del Buondelmonti che vi s'era confitta dentro. E a poco a poco fu preso dal desiderio di rivederlo e di parlargli. Non l'odiava più, non sentiva più contro di lui nulla e solo non poteva far di meno di fissarne l'immagine dentro di sè. Solo gli pareva come di ricordarsi vagamente d'averlo odiato molto, e senza che quasi se n'accorgesse c'era in lui come un vago desiderio che quanto poteva essere accaduto, fosse accaduto, come per avere una ragione di riprender a odiarlo e perchè qualcosa di terribile succedesse fra loro. Tanto una volta l'aveva odiato.

Mise fuori il capo dalla finestra d'una stanza e vedendo calar le ombre della sera tra le piante del giardino si decise a scendere in città per trovare il Buondelmonti.

Era già uscito nel giardino e camminava sempre a barba bassa, quando vide venirsi incontro dalla via uno che non aveva visto da un pezzo. Era Filippo Porrèna il quale non era più stato a salutar la signora Axerio fin dall'ultimo loro incontro alla festa dell'«Operaio Italiano». Il Porrèna s'accostò, salutò l'Axerio e gli domandò se la signora era in casa. L'Axerio rimase qualche momento senza poter rispondere, perchè il Porrèna era la prima persona del mondo che gli si parava dinanzi per domandargli questo, e non era una persona ma tutt'il mondo che gli era venut'incontro all'improvviso. Esso soffriva orribilmente volendo e non potendo dare l'orribile risposta, perchè doveva dire:

— Mia moglie non è in casa.

Si sentiva le fauci secche e la lingua come un boccone che non va giù.

Finalmente disse:

— Mia moglie non è in casa.

Aveva la barba distesa lungo il petto, le braccia distese lungo i fianchi, gli occhi sbarrati e smarriti, era come il reo colto in flagrante. Il Porrèna lo scrutò con occhio sagace scotendo un po' le due rughe sul naso e subito riprese: