— Frase? Voialtri siete fuori del tempo moderno, appartenete al passato! La patria, come la vagheggiate voialtri, vuol guerre, conquiste, ma ora non è più possibile, perchè va sempre più affermandosi la fratellanza dei popoli. Oggi la vita dell'uomo è sacra. La bella e forte gioventù, oggi, non dev'essere macellata sui campi di battaglia; è sacra al lavoro fecondo. Siete uomini del passato!
La voce dell'Axerio fischiava, la barba gli sbatteva sul petto convulsamente ed i suoi occhi schizzavano fuoco. Di contro a lui, fronte a fronte, il Buondelmonti disse:
— Lei non s'accorge che queste sono frasi fatte, strafatte e disfatte. L'uomo del passato è Lei.
— Lei, Lei, Lei! Noi siamo uomini del nostro tempo e dell'avvenire! Del passato è Lei!
— Lei, professore.
I due avversarii, a voce bassa, senza gestire, si trattavano con le parole come con armi corte; l'un l'altro per un'opinione comune tentavano di strapparsi l'avvenire e di relegarsi tra le generazioni passate, come si sarebbero strappata la vita e si sarebbero messi sotterra per loro propria vendetta. Come se veramente la loro esistenza si estendesse per un tempo senza confine, cercavano di mutilarsi l'un l'altro, di uccidersi nel tempo, tanto l'individuo è sempre pronto a confondersi con la specie. Per fortuna sonò la campanella che chiamava a colazione, il Buondelmonti s'avviò ripetendo dentro di sè nuovi insulti che lì per lì aveva ritrovati contro l'Axerio.
— Pedanti dell'altrui ignoranza! Fogne dell'opinione pubblica!
La signora Axerio rivolse al Buondelmonti un'occhiata molto seria di rimprovero e si accompagnò col giovane signore il quale le disse:
— Uomini di fede, signora mia!
— Certo! — rispose la signora con risentimento. — Se Lei stesse un po' più in Italia, saprebbe che il signor Buondelmonti ha molto sofferto per le sue idee.