— Il diavolo!? — esclamarono in coro le donne e l’uomo dalla barba nera; e la vecchia cacciò un urlo, celando la faccia tra le mani.

— Chi ti ha messo in testa simili corbellerie? — gli domandò il fratello.

— No, vi dico — era proprio lui — il diavolo in carne ed ossa!

— Raccontaci un po’....

— Taci, taci! — gridò la vecchia.

— Finitela, nonna! pare che questa sia la notte del diavolo!

E il fanciullo, tutto tremante, raccontò l’accaduto nel modo seguente:

« — Io m’incamminavo verso lo stazzo di Bonaita quando, oltrepassato appena il rio Turrali, sentii delle pedate dietro di me; mi volsi, e vidi un uomo lungo lungo, col cappuccio sul viso e col fucile sotto il braccio. Mi parve che egli venisse dalle falde del monte della Crocetta. Allora affrettai il passo per isfuggirlo, ma egli raddoppiò il suo, come se volesse raggiungermi. Spaventato della solitudine in cui mi trovavo, mi diedi a correre; ma quell’uomo mi gridò per due volte;

« — Fermati!

«Mi sentii tremare le ginocchia; la paura mi aveva inchiodato lì, nè potei muovermi. L’uomo non tardò a raggiungermi.