[23]. È la fontana da cui attingono l’acqua quelli dell’Avru, a mezzo tiro di fucile dallo stazzo. È chiamata «li frassiggioli» (piccoli frassini) forse perchè un tempo era circondata da tali piante. Intorno all’Avru sono molte sorgenti, le quali si riuniscono nel «canali mannu» fiume che scorre nella valle, dov’è la strada che conduce a S. Giovanni di Coghinas.

[24]. In Gallura si dà il nome di lune elle palme benedette infisse ad un ramoscello d’ulivo, o di altra pianta; e ciò in grazia della forma di stella che esse hanno. Veramente la somiglianza non calza troppo — ma è accettata per buona dell’antichissimo vocabolario della consuetudine.

[25]. Questa pianta color sangue è conosciuta in Gallura sotto il nome di «ua di maccioni» (uva di volpe).

[26]. «Lu colciu» Espressione comunissima in dialetto tempiese, e significa: lo sventurato! Il poveretto.

[27]. Queste carceri vecchie furono demolite nel dicembre del 1683 per edificarvi il nuovo mercato. Sui neri graniti di quel lugubre edificio era una lastra in cui leggevasi: Condè d’Altamira 1603 — forse perchè riedificate o restaurate sotto quel Vicerè, durante il viaggio ch’egli fece in quell’anno nell’Isola.

[28]. I condannati a morte venivano in Tempio giustiziati sulla piccola spianata che trovasi all’uscita della via Runzatu; e il patibolo si erigeva in modo, che il condannato dava le spalle alla città di Tempio e la faccia al paese d’Aggius.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

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