L’abbraccio è una specie di convalidazione del matrimonio, quasi un contratto nuziale, ed è messo in pratica anche oggidì nella maggior parte dei villaggi della Gallura.

Oltre sessanta persone, fra parenti ed amici, erano convenuti nello stazzo di Giunchiccia.

Dopo alcun tempo che questi erano raccolti nella casa del padre di Mariangiola, fu visto arrivare Pietro Vasa, attorniato e seguito da ugual numero di amici e parenti. Essi si fermarono fuori dello stazzo — e si diè principio alla cerimonia.

Un cugino dello sposo si avanzò fino all’ingresso dello stazzo, sulla cui soglia comparve un parente della fanciulla. Fra i rappresentanti delle due famiglie si scambiarono, presso a poco, le seguenti domande e risposte.

— Che vuoi tu, qui? — chiese il parente della donna al cugino dello sposo.

— Scusa, se io sono importuno. Da un mio amico venne oggi smarrita una bianca colomba, bella come le nuvolette baciate dal sole nascente, pura come le nevi che depone l’inverno sulle creste del Limbara. Il mio amico i inconsolabile; ed io vengo qui per cercare il tesoro che ha perduto.

— Mi duole della sventura toccata al tuo amico — ma devo dirti che qui non vi ha colomba.

— Fratello, non adontarti, se son costretto a non credere alla tua parola. Fu vista da taluni una colomba spiegare il volo verso questo stazzo. Essa dev’essere qui; ed io non mi allontano, se tu non me la rendi. Senza di lei il mio amico morrebbe di dolore.

— Aspetta alcuni istanti, finchè io possa consultare il capo della famiglia; egli forse potrebbe essere meglio informato di me.

E, così dicendo, il parente della sposa rientrò nella stanza e si rivolse ad Antonio Mamia.