— Sii il benvenuto! Ti affido volentieri la mia colomba: essa è tua. Amala sempre, come l’amò il padre suo; e veglia su lei, come suo padre ha sempre vegliato![6]

E la cerimonia continuò nel modo seguente.

I parenti, ad uno ad uno, si alzarono e avvicinandosi alla sposa la baciarono sulla fronte e le gettarono nel seno uno o due scudi di argento. Era una specie di dote che i congiunti e gli amici facevano alla fanciulla.

La sposa ricevette i baci tutta tremante, cogli occhi a terra e col volto comparso di un pudico rossore.

Dispensati i doni e dato il saluto colle labbra, gli invitati tornarono al loro posto. E allora toccò alla sposa fare il giro della stanza per rendere ai parenti ed agli amici il bacio ricevuto, regalando a ciascuno un piccolo fazzoletto, quasi in ringraziamento della dote ricevuta.

D’ordinario, in queste cerimonie, il fazzoletto viene regalato dalla sposa a chi dà più d’uno scudo: e qui il lettore potrebbe osservare che l’usanza manca di delicatezza; essa, però, è convalidata da un’antichissima consuetudine, e nessuno ha quindi diritto di offendersene, nè di mormorarne.

Spetta finalmente ai due sposi, che sono gli ultimi a chiuder la cerimonia dell’abbraccio. Pietro e Mariangiola si avvicinarono, alla loro volta, e si scoccarono sulle guance un sonorissimo bacio. E questo bacio fu il più sincero e il più caldo di tutti!

A questo punto vennero scambiati i doni fra i due sposi.

Pietro regalò a Mariangiola un fazzoletto di seta e il solito manafidi, che è un anello d’argento, di poco valore, rappresentante un cuore: esso costituisce il sacro pegno della fede, ed è vincolo indissolubile fra due fidanzati.

Mariangiola, dopo averlo ringraziato con un ineffabile sorriso, presentò allo sposo un fazzoletto ed un piccolo coltello col manico d’osso: pegni anche questi di fedeltà e affetto. Qualunque sia la condizione degli sposi, sono questi i due pegni che si regalano nel giorno dell’abbraccio.