— Lasciatemi! non ascolto ragioni! — gridò Pietro fuori di sè; ed uscì dalla stanza seguito dalla madre, senza curarsi degli spasimi della fidanzata e dello sdegno del futuro suocero.

Il vecchio Mamia si accostò lentamente alla porta per seguire cogli occhi i due che si allontanavano; quindi tornò e si fermò dinanzi ai suoi due figli che si tenevano abbracciati, Michele diceva alla sorella:

— Via Mariangiola, lascialo andare quel cattivo! Ti farò io da sposo... Sei contenta?

— Finitela! — esclamò il vecchio rivolto all’uno e all’altra. — Non fate ragazzate! Egli ritornerà; ritornerà, perchè non si abbandona così una fanciulla quando si è abbracciata. L’abbraccio non può essere sciolto che dalla sola sposa: e tu non hai intenzione — non è vero Mariangiola?

— Io no padre mio!

*

Il Vasa però, non tornò in casa del Mamia; ed invano Mariangiola lo aspettò per due, quattro e dieci giorni. Era evidente che si era piccato e voleva tenere il broncio.

Con tutto ciò, il vecchio non volle più oltre inasprire il fidanzato della sua figliuola; temendo di essersi lasciato trasportare da un accesso di collera, aspettò pazientemente che il tempo avesse apportato un po di giudizio nel cervello di Pietro.

Passarono altri quindici giorni, ma Pietro non varcò la soglia della casa Mamia; forse nella speranza che il suocero finisse per smettere i suoi rigori.

Sugli ultimi di agosto accadde un fatto, che per quanto in apparenza insignificante, bastò per complicare gli avvenimenti.