Il giovine bandito manifestava le sue smanie col movimento convulso delle braccia, col lampo delle nere pupille, e col grido inarticolato che gli usciva dalle labbra, come ruggito di fiera innamorata e gelosa. — Nè altrimenti avrebbe potuto manifestarle, perocchè era sordo-muto fin dalla nascita.

La causa intima delle sue smanie era la bella figlia di Anton Stefano il pastore. Più volte quel giovane era stato accolto nello stazzo dell’Avru, dov’era stato presentato da un suo cugino — Pietro Vasa. Al bandito che erra per la campagna, inseguito dalla giustizia, non si nega un asilo; e l’ospitalità è sempre inviolabile su quei monti di granito; essa è un culto, una religione, un bisogno dell’anima.

In quella casetta Bastiano aveva conosciuto Gavina — e con Gavina un affetto fino allora ignorato.

Nè Gavina aveva raggiunto i diciott’anni — nè Bastiano i trenta. Erano giovani entrambi.

Le smanie del bandito, in quella notte silenziosa, erano giustificate da una speranza che vedeva ad un tratto svanire. L’idea di un amore corrisposto lo aveva reso frenetico; delirante, pazzo. In mezzo ad una vita di martirio, vissuta nella miseria e nell’abbiettezza, egli per la prima volta aveva avuto orrore de’ suoi delitti. Da sette anni che batteva la campagna, era sempre stato il terrore dei dintorni. Quando si era vendicato del suo primo nemico, oltrepassava di poco i vent’anni, ma aveva molto vissuto — perchè soffrire è vivere lungamente.

E il suo era stato un crudele disinganno! — Da poco Bastiano si era ritirato dalla via del delitto — e già stava per rimettervi il piede. Da quattro giorni quell’infelice si aggirava intorno allo stazzo dell’Avru per consumarvi un delitto — e per quattro giorni aveva lottato incessantemente con una forza misteriosa che tratteneva il suo braccio.

Ma l’alba tremenda stava per spuntare, ed egli l’aspettava con ansia paurosa.

Fidente in un nuovo avvenire, immemore di un triste passato, aveva per un istante sorriso alla donna. L’amore gli aveva fatto balenare la speranza d’una riabilitazione; ma fu delirio di un’ora.

Ferito nel profondo del cuore aveva giurato di vendicarsi — e la sua parola era sacra! — La vendetta gli aveva suggerito quattro vittime da colpire — ma a Bastiano bastava una sola. Quale? Ecco la sua tortura, il suo martirio! Fino a quella notte aveva esitato, lottando disperatamente con la propria coscienza ma la coscienza dell’uomo aveva sempre ceduto all’istinto della belva.

E la belva aveva designato la sua vittima.