Una volta installata a corte, e accortisi tutti che questo del re non era un capriccio, ma un legame durevole — che il posto di M.me Pompadour non era più posto vacante, — cominciò intorno alla nuova favorita una gara di codarde adulazioni, tanto più basse quanto più venivan dall’alto. Principi del sangue, e duchi e cardinali e generali e ministri imploravano un suo sorriso d’approvazione. Il re le dà lo spettacolo di grandi riviste militari; e i reggimenti svizzeri di Sonnemberg, i veterani di Nassau, gli ussari di Esterhazy, l’artiglieria reale sfilava dinanzi alla nuova regina del campo, che dal suo splendido phaéton riceveva gli stessi onori militari che si rendevano alle carrozze della famiglia reale. Indi i furori di Choiseul, attizzati dalla sorella duchessa di Grammont. Gli Choiseul organizzarono allora una guerra di canzonette, di vaudevilles, di ponts-neufs, che non ottenne altro effetto che di infervorare sempre più il re nel suo amore. La Bourbonnaise fu la canzone più in voga:
Quelle merveille
Une fille de rien (bis)
Donne au roi de l’amour,
Est à la cour!...
Elle est gentille,
Elle a les yeux fripons (bis)
Elle excite avec art
Un vieux paillard....
En bonne maison