Di Mareoti al livido deserto

Sonò, tacendo l'aure intorno, questo

Greco peana . . .

È l'inno che intonano i soldati di Alessandro quand'egli torna dal tempio di Giove Ammone che l'ha riconosciuto per figlio, e dinanzi all'isola di Faro l'eroe segna il circuito della città che dovrà inalzarsi nel suo nome. Nel quarto libro della sua storia Quinto Curzio narra il viaggio d'Alessandro co' suoi attraverso il deserto al tempio d'Ammone, e come egli al ritorno, fra il lago di Mareoti e l'isola, datosi a contemplare il luogo (contemplatus loci naturam) decidesse di fondare la città. La scena rivive, con toni e colori d'epica leggenda, nella fantasia e nei versi del poeta:

Tale il peana degli Achei suonava:

E il giovin duce, liberato il biondo

Capo da l'elmo, in fronte a la falange

Guardava il mare.

Guardava il mare, e l'isola di Faro

Innanzi, a torno il libico deserto