Rileggendola, io sono tornato con l'animo all'estate del 1882, quando dall'Egitto ci venivano tante strane e dolorose notizie, coronate poi dal bombardamento e saccheggio d'Alessandria; e in quel mezzo arrivò l'ode del Carducci a raffigurarci, in contrasto, i torbidi fatti del presente con le origini eroiche e le glorie antiche della città. Chi non sente il vetusto, l'Ermetico Egitto mirabilmente epilogato e scolpito nelle prime tre strofe?

Nell'aula immensa di Lussor, su 'l capo

Roggio di Ramse il mistico serpente

sibilò ritto, e 'l vulture a sinistra

Volò stridendo,

E da l'immenso serapèo di Memfi,

Cui stanno a guardia sotto il sol candente

Seicento sfingi nel granito argute,

Api muggìo,

Quando dai verdi immobili papiri