Morde ai calcagni la fuggente Europa,
E chiama avanti i bestiali numi
A le vendette.
Ahi vecchia Europa, che su 'l mondo spargi
L'irrequieta debolezza tua,
Come la triste fisa a l'orïente
Sfinge sorride!
Chi si piace, oltre che della nobilissima lirica, dei prestigi del colore locale e storico, in questa ode ha, parmi, il fatto suo.
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Un'altra «maxima espectatio» del volume è certamente l'ode: Scoglio di Quarto. Narrano che Frine per sapere da Prassitile quale delle proprie statue avesse in maggior pregio, ricorse alla bugia d'un incendio. Confesso che una bugia la direi io pure volentieri perchè il poeta schiettamente mi rivelasse quale delle venti odi del volume egli creda migliore; e confesso che amerei di sentirlo rispondere: la sedicesima.