Ed ancor trema nuda al rigid'aere
La primavera. Il sol tra le sue lagrime
Limpido brilla, o Lalage.
Parecchi anni fa, uno dei molti rimatori che vivacchiano alla meglio nel bello italo regno, fattosi una mattina alla finestra e visto i tetti delle case e le prossime colline coperte di neve, pensò e mandò a uno dei tanti album di beneficenza che allora imperversavano (purtroppo imperversano ancora!) i tre versi seguenti:
Rose e viole:
Sotto la neve bianca e sepolcrale
Forse dormono i fior, sognando il sole.
Ma sentite con che elegante ricchezza assume e svolge il Carducci quella idea buttata là alla buona di Dio:
Da lor culle di neve i fior si svegliano
E curiosi al ciel gli occhietti levano,