— Sicuro; anzi una sciocchezza bella e buona. Ma dov’è la tua solita avvedutezza? Per capirti ho bisogno di pensare al gran caldo che fa... Che diavolo! E non vedi che è tutto un gioco combinato fra il negoziante ferrarese e quello di Milano, che gli fa da compare? Se tu ora ti precipiti a Ferrara, caro mio, fai conoscere d’avere degli arazzi una voglia matta; ed essi, stai certo, ti leveranno la sete con l’acqua salata. Oh! molto salata!...
L’avvocato con un gomito sul tavolino e l’indice della mano sulla fronte spaziosa stette alquanto in silenzio:
— E d’altra parte, anche a non andare io corro un rischio. Un gioco combinato, tu dici?... Può essere benissimo. Ma se non fosse? Se, come mi è accaduto altra volta, il milanese dice davvero e compra? Io non voglio che gli arazzi mi scappino. Dopo averci tanto pensato su, sento che mi nascerebbe un albero nello stomaco, come si suol dire. Che vuoi farci? Ognuno ha le sue debolezze; e anche mia moglie, quantunque non lo dimostri, sono sicuro che sarebbe afflittissima se mi vedesse tornare a mani vuote.... Pensiamo al modo....
— Senti, — disse allora il Salerni con l’accento più naturale di questo mondo, — se non è domani, sarà doman l’altro che io andrò a Ferrara e di là al Trombone a vedere un cavallo della razza Constabili.... Facciamo dunque così: prendo io il treno di Ferrara e mi presento domani dal mercante a contrattare gli arazzi per conto mio. Tu non ti muovere e dimmi solo l’ultima cifra a cui vuoi arrivare per l’acquisto. Vedrai che domani sera torno con la roba.... e t’avrò probabilmente anche risparmiato un bel foglio di mille lire.
— È una buona idea e ti ringrazio! — esclamò l’avvocato, alzandosi in piedi.
Mancava mezz’ora alla partenza, e i due amici usciti dal Circolo s’incamminarono verso la stazione.
II.
I due amici passeggiavano sotto la tettoia dinanzi al treno pronto; e già la macchina mandava i fischi della prossima partenza. A un tratto, l’avvocato si tastò in fretta con le mani le tasche dell’abito esclamando:
— A proposito! O come faccio io ad andare a dormire a quest’ora, che non ho la chiave del cancello di casa?
Il conte trasse subito fuori una chiavettina inglese, porgendola all’amico: