Ma tu, luna, abbellir godi col raggio

Le ruine ed i lutti:

Maturar nel fantastico viaggio

Non sai nè fior nè frutti,

e conclude quasi brutalmente apostrofandola «celeste paolotta» in quella strofa imparata a mente e citata da ogni maestro d'umanità e da ogni droghiere che voglia fare sul Carducci della critica autorevole e a buon mercato. Nella poesia I voti che porta la data del 1858 ha un cenno descrittivo della sua Maremma

Dove in gran solitudine

L'ombra di Populonia e il nome sta:

ma con che vivezza immaginosa non ritorna egli a questa descrizione nel Prologo delle Nuove Poesie! Sentite e dite se un'aura di nuova ispirazione non è passata per l'anima del poeta.

Ricordi tu le vedove piaggie del mar toscano,

Ove china sul nubilo inseminato piano