Dammi l'anima tua!...
Questi sciolti e quelli, che seguono sono, a mio giudizio, dei più belli ch'io m'abbia letti mai: e rivelano il sentimento d'un uomo per il quale l'ascensione dal reale all'ideale non era un mero concetto retorico, ma una realtà fortemente sperimentata ne' suoi due termini. Le altezze serene a cui egli vuole slanciarsi non gli saranno forse contese: ma intanto egli sente ancora tutti i fremiti della vita terrena; e nell'atto di sdegnarli e d'abbandonarli se li raffigura con sì calda evidenza di colori, ch'io temo la loro memoria tentatrice non l'abbia mai a lasciare compiutamente libero. E non solo dei moti umani del suo cuore egli si ricorda: vuole anche dalla donna, che deve assurgere con lui alle sublimità dell'amore ideale, un abbandono di confidenze per lo meno pericoloso:
E ancor sei bella. Ancor nel tuo segreto
Siede il dolor ch'è di virtù consorte:
E d'altre gioie i memori desiri,
E l'angel del rimorso e dell'amore
Parlan là dentro. Oh! le presenti noie
Dimmi e i deliri andati: ad uno ad uno
Contami i passi della larga via...
. . . . . . Il cuore arcano