— Perchè non scrivi anche tu, — gli dissi ridendo: — il calamaio ce l'hai. Ma il seppione non rise affatto e mi rispose con molta gravità: — Sto appunto guardando come tu fai per imparare.
Ora ho capito! — gridò a un tratto: — Che cosa facile scrivere! Invece di buttar fuori tutto l'inchiostro insieme come son solito far io, basta buttarlo poco per volta. Non è forse vero?
Verissimo! — dissi io.
E quello non se lo fece dir due volte. Subito si diede a schizzare torno torno, a goccia a goccia, tutto il suo inchiostro, soddisfattissimo d'aver così presto imparato a scrivere.
XXIX. LA MODESTIA
Lungo le spiaggie dei mari è facile assistere al lavoro di certi scarafaggi, rinomati per saper costruire delle pallottole di sterco e saperle ruzzolare e dirigere con rara destrezza, per poi nasconderle accuratamente sotto la rena.
I naturalisti credono di aver scoperto la ragione di tutte queste manovre. Ma io, osservando per lungo tempo con quanto amore e con quanto studio, ciascuna di quelle bestie si foggi la sua pallottola, perseguendo evidentemente una ideale vagheggiata perfezion di forma, e vedendo poi come subito si affrettino quei sapienti artefici a inforcare con le gambe di dietro l'opera loro e via correndo a ritroso a trasportarla lontano e a sotterrarla con ogni cura; son venuto nella ferma convinzione che quegli scarafaggi siano guidati da un lodevole sentimento di Modestia del tutto paragonabile a quello che spinge molti dabben uomini a nascondere così le loro rare virtù civili o private!
Ecco perchè vi consiglio di non cercar mai queste nascoste virtù, senza prima tapparvi il naso.
XXX. LA PAZIENZA
Un vecchio somaro, con gli occhi bendati, moveva un decrepito bindolo, pieno di cigolii di stridi e di schianti.