— Chi sa che unghie deve avere?!...

— No.... le ha più corte di me!

— E allora come mai lo ubbidite?...

— Lo ubbidiamo perchè c'è la legge che vuole così.

— Ma, senza unghie e senza denti, quando vuol mangiarvi, come fa?...

— Ma che mangiarci!... — disse il guardiano sghignazzando — starebbe fresco!... c'è la legge anche per lui!

Il leone non parlò più.

Solo ogni volta che quel re con le mani in tasca gli veniva davanti, a mala pena socchiudeva le palpebre, per guardarlo con una infinita compassione.

XLVI. LA GRATITUDINE

Baciandomi il collo per un quarto d'ora, s'era allegramente ingrassata una tal mignatta. Ora, quando io la strappai e la gettai da un canto, mi gridò con enfasi teatrale: Infame! questa è la tua ricompensa? così mi rendi il bene che t'ho voluto?!... Un'ora fa, tu mi chiamavi a gran voce, e ora che hai goduto il mio bacio interminabile, mi getti come una cosa sudicia!!... Questo insegna la tua morale?!...