Ci fu un grasso e liscio talpone che, per fortuna, mise a posto le cose:

— Questi ardui problemi, miei cari compagni, — disse — nuocciono assai alla salute. Infischiatevene di tutte le corone come faccio io e lasciate agli uomini matti di scegliersele d'oro, di lauro o di pruni, come meglio credono.

LIV. LA VITA

Il mare era deserto sotto il sole tropicale. La nave inclinata a fior d'acqua filava via, in bolina stretta, rinculando secca, a ogni ondata che imbarcava la prua.

Guardando l'orizzonte da sopravento vidi brillare sull'acque verdi un luccichìo noto. Doveva essere uno di quegli eserciti di pesci-rondini eternamente in fuga tra acqua e aria.

Erano infatti.

E venivano col mare e col vento quasi diritti di prua.

Ogni poco scomparivano tutti come inghiottiti dall'acqua, poi riapparivano tutti a un tempo sembrando un nuvolo di frecce d'argento.

E presto furon vicini. Videro nel loro volo l'imgombro della nostra nave, e sagaci piloti, decisero di passarci di prua, sì chè d'un tratto tutti i loro corpi rigidi e sottili e brillanti ci tagliaron la rotta a pochi metri.

Che passo fantastico sotto il bombresso! Lo vedo ancora!