Uno solo, l'ultimo forse, si sbagliò, e ingannato dal beccheggio della nave sbattè contro il fiocco rimbalzandomi ai piedi.
Che maraviglia! Che sogno! — non mi stancavo di esclamare: — Eppure è bella la vita!
— Ah! è bella eh? — sentii dire da una vocetta dispettosa. Era il malaccorto pesce-rondine che parlava.
— Dunque ti par bella davvero la vita? — gridò saltando alto un metro sulla coperta. Perchè ci vedi volare? Pare che si voli per divertimento! Non sai che si vola perchè il pescecane c'è dietro che vuol mangiarci? Questa è la bellezza della vita. Oh! meglio meglio mille volte morire in padella come le sogliole, e finirla una buona volta di patire!
A sentire un pesce parlare così vi giuro che fui lì lì per mettermi a piangere. Credo che m'apparisse intera, come al gran Gothamo, tutta la infinita inutilità di questo infinito sforzo per vivere, che riempie di sè il mare e la terra e l'aria, e la povera anima umana....
Ma m'ero appena gettato nello spinoso sentiero di questa meditazione, quando il povero pesce-rondine incominciò a fare: — Ohi! ohi! Amico, Affogo qua! muoio! Ributtami in mare. Meglio mille volte morire in bocca al pesce cane, che morir soffocati così!
LV. L'AMORE
Se i colombi potessero intendere la lingua dei gazzettieri, chi sa mai quante volte sarebbero stati intervistati sull'argomento dell'amore.
Ebbene: io ho fatto la prova. Ho chiesto a un bel colombo, proprio di quelli col ciuffo dietro: — Che cosa ne pensi tu dell'amore?
— Dell'amore?! Oh! che domanda strana! — m'ha risposto: — Che vuoi che ne pensi? Penso che quando capita qualche bella colomba non bisogna mai lasciarsela scappare.