Brava. Ecco, Luisa. C'è una tenuta fuor di Porta Romana, mezz'ora di carrozza; tutta una collinetta, scoperta: quattro ettari di bandita, otto poderi, due casette coloniche e una padronale. L'avvocato Tondi... quello lo sai, si ostina a credermi milionario... mi ci ha voluto portare, per forza!... Ma che bellezza, Luisa mia! Vedessi la terra! Meglio che a Barberino!... Cert'uva!... certi bei chicconi neri, sani! Pareva che dicessero: «prendici»! E che frutteto!... tenuto come un giardino!... Certi gelsi!... già, per i bozzoli è rinomato quel luogo!... Ma tutto! tutto bello!... E io un po' ridevo, un po' piangevo... «Ma perchè dovrò vedere tutta questa provvidenza?» pensavo, «Che ci son venuto a fare? Che maligno diavolo?...» Ma invece no: non era il diavolo... Era Dio che mi aveva chiamato lassù, per illuminarmi al suo bel sole!... Per mostrarmi che bastava ormai di combattere una battaglia disperata e inutile, che bastava di soffrire; che c'era ancora un po' di paradiso per noi sulla terra, se lo volevamo! Ah! ci fossi stata anche tu Luisa, lo avresti sentito, dirci, come un padre: «Salvatevi figliuoli! Salvatevi!»... Ma in che modo? E l'infamia d'un furto? come portarla con noi in quel paradiso?... Per quante notti mi ci son torturato!... Quanto pianto c'è voluto perchè mi sbocciasse a un tratto quest'idea così semplice, così bella! come il consiglio d'un angelo!... Luisa! tra poco resteremo senza figli... soli soli... come venticinque anni or sono!... Fa che i nostri cuori ribattano all'unisono, come quando la nostra pariglia galoppava per la strada di Valdelsa, verso «Villa Speranza»!... Il Palazzo è cosa sacra, non si vende per denaro. Inutile che l'Harlem tenti di farci gola con le sue trecentomila lire! Nemmeno per un milione, è vero, Luisa?... Ma in cambio dell'onore perduto, sì!... Sacro per sacro!... Per riavere l'onore, un palazzo si può dare!... Ebbene, Luisa. Quel po' di terra, a poco più di duecentomila lire, si vende. Diciamo all'Harlem che, se vuole il Palazzo, c'è un mezzo solo: comprar quella terra là e darcela in cambio senz'altro! Così!... Come due bimbi in riva al mare, si cambiano le conchiglie trovate!... Accetterà di volo!... Ci prenderà per pazzi. Meglio così! Ci piglino per pazzi, tutti! Che ce ne importa? purchè la nostra coscienza si plachi nel nostro segreto... nel segreto di noi due... di noi due soli!... Purchè ci possiamo risentire liberi... finalmente! fuori del fango che vuol affogarci!?... Luisa? Ti vedo balzare il cuore nel petto... Fissi gli occhi giù in terra, come un'altra volta!... Così, così mi dicesti il tuo primo «sì»! Io l'aspetto, come allora... in ginocchio... guarda... Anche adesso con una sillaba, puoi farmi vivere o morire!!...

LUISA

(dominando con visibile fatica un terribile combattimento interiore)

E ancora Iddio vuol mettere nelle mie mani la sorte di questa grande Casata? (parlando al cielo con gran fede) Perchè chiedere tanto a una povera donna?... Perchè chiederle un cuore di ferro, Dio!... quando le desti soltanto... un povero... tenero cuore?!

ROMANO

(si getta sulle mani di lei e le copre di baci)

Luisa... sii benedetta!

LUISA

(si leva con uno scatto folle)

No! No! No! Io non sono Luisa... Io non so chi sono. Io dico No!