LEOPOLDO

Eh!... Se stessi quassù... Oliva!... sarebbe più facile che imparassi a voler bene a voi!...

Mentre questo dialogo si è acceso, Riga è andata e venuta due volte nella stanza vicina dove sono i suoi piccini. Ha ripreso per due volte il suo duro lavoro, quando si sente ancora un breve lamento di bambino.

RIGA

Vacci un po' tu, Oliva, a sentir che vole Settimio; non mi lascia benavere, stasera...

OLIVA

(strappata rudemente a un bel sogno in cui l'avevano immersa le parole di Leopoldo, stenta quasi a capire: poi corre verso la cameretta vicina facendo un breve urlo d'esclamazione).

RIGA

(lasciando un momento il lavoro, a Leopoldo)

Ora me lo dite, eh? signor Leopoldo, come v'è preso l'estro di venir quassù su questi monti: non volevo offendervi prima... voi l'avete capito!... quel buacciolo di Bistone non capisce ragioni... Che c'era qualcosa di male forse a domandarvi?...