Io... Mia cara Luisa!... È un'infamia... Chi ti potrebbe comprendere meglio di me?... Destarti da un bel sogno, a un tratto, e gettarti in faccia una simile realtà, è un'infamia! Ma se tu l'avessi vista avanzare... come l'ho vista io!... avanzare da tanti anni... sicura, inevitabile, inesorabile... Ah! se ogni sera, invece di ridere... di fingere... t'avessi, sinceramente, versato nel cuore qualche goccia dell'amaro che avevo qui io... Avresti pianto!... Avremmo pianto insieme!... Ma chi sa! Chi sa, quale forza misteriosa, potente, ci sarebbe discesa dal Cielo, se avessimo pianto insieme!... Ah! Che infamia! Che infamia, Luisa! Quanto male ho fatto! Che stupida bestia sono stato! Oggi lo vedo! Oggi l'affronteremmo sorridendo questa sciagurata fine che ci tocca... l'accetteremmo come l'ultima tempra delle nostre anime... come l'ultima prova della bontà del nostro amore!... Invece no! Io ho rovinato tutto... Io!... per lo stupido egoismo di non vederti mai piangere! E son io che ti faccio impazzire di dolore in un giorno! (battendosi il capo, disperatissimo) Bestia! Bestia!... A che mi son valsi? A che mi son valsi vent'anni di lotta silenziosa, sempre più tenace, sempre più disperata... vent'anni di tortura!...

LUISA

A che ti son valsi?!

ROMANO

Sì! (quasi piangendo).

LUISA

Lo domandi?!... Credevo che lo sapessi. Non ti basta che ti sien valsi a esser degno del Nome che porti? (dolcemente) E poi... È nulla per te che io t'abbia veduto e ammirato in segreto...

ROMANO

(attonito)

Tu? Sì!?...