Il velo.... ecco.... così.... nella sinistra....
Annusandolo:
Fa che vi duri eterno il profumo della sua soda carne!... Voglio anche che tu mi renda il mio fido Sirio!... Non verrei senza lui in Cielo!... non temere: non girerà gli occhi fuor della mia strada.... Ma tu dammi il governo dei nembi e delle bufere!... Io m'affaccerò sul mare, per vedere le ultime vendemmie.... e non appena le vedrò finite, su leverò la mia spada, spaventosamente alta, sopra la Terra briaca.... e incomincerò la mia vendetta!! Oh! vedrò bene la tua gioconda faccia impallidire sotto i miei colpi.... Madre beffarda.... Sì!... nelle tue profonde ferite voglio contentar la mia sete, ridendo!... Voglio che il freddo di questo mio ferro t'arrivi nel core!...
Cade bocconi. Mentre Enopione si dispera con modi ridicoli consolato da Cissibio, e Merope pesta i piedi nascondendo il capo nel petto della Nutrice, e mentre Zeto e Matusio disputano sotto voce, e gli schiavi e i soldati commentano e maledicono, si vede Ireo, che fino a quell'istante aveva guardato come inebetito, gettarsi sul corpo del figlio, e piangere dirottamente.
FINE.
DEL MEDESIMO AUTORE:
Glauco, tragedia L. 5 —
Storie da ridere.... e da piangere, novelle 4 —
Nota del Trascrittore