di fuori:

Oh là! sai che a ogni dardo che scocchi ti vedo un pezzo di gamba?... più t'arrabbi e più il velo ti sale! Ohè! ohè! pace, bella! che tu non mi colga davvero!... Pace! pace!... Bada!... qua c'è gente! che non t'abbiano a vedere quel che t'ho visto io!... Aspettami nella foresta a notte fonda!

Appare sulla balza bellissimo: è carico d'ogni sorta di armi: porta un grande cinghiale sulle spalle, nel quale son conficcate due freccie: è coperto di pelli di fiere, ha al fianco la spada, alla vita una grande cintura, fatta di code di leoni, alla quale sul davanti sono appesi tre musi di leone asseccati. Entra e va ridendo rumorosamente verso Ireo, che alla sua vista ha aperto le braccia e trema e piange di gioia. Trochilo s'è seduto in terra dietro Ireo, tiene il piede ferito nelle mani e miagola. Matusio, appena comprende di che si tratta, si rannicchia tutto, guardando appena di sottecchi Orione.

Niente paura! mia pelosa nutrice! Diana non viene fin qua!

Mentre Ireo lo scarica e lo asciuga amorosamente:

Le zitelle.... si sa.... son di razza viperina!... vorrebbero e non vorrebbero.... invidiano chi gode e fuggono chi le vuol far godere.... e che ci vuoi capire?

Ridendo cade seduto sul cinghiale.

TROCHILO,

piagnucolando:

Ahi! ahi! ahi!... chi sta peggio è sempre Trochilo!