IREO:
Conteggio le spese che dovrò fare per le provviste.... e penso se pur mi basteranno i denari che ho, e tu mi disfai le somme nel capo col tuo chiacchierare....
TROCHILO:
Padrone! Ingannare è da servi! Giurerei che non pensi a denari nè a spese.... Facesti un affare d'oro, comperando tutto il vino di quel matto riccone di Cremete!... che t'è costato poco.... e regge l'acqua a maraviglia....
IREO,
afferrando il bastone, non senza lanciare una occhiata timorosa alle finestre della sua osteria:
Ti romperò gli stinchi!...
TROCHILO,
continuando subito più forte:
È amabile come il miele il tuo vino.... e non fa male nemmeno a berne un'anfora intera!... ma non mi dire che pensi a' denari, padrone! Tu n'hai fatti tanti quest'anno, da comprare un podere! E poi.... credi tu ch'io mi sia dimenticato di dieci anni fa? Allora ne avevi davvero pochi di denari!... ma io ti vedevo sempre contento! Egli è che allora Orione era un fanciullo.... e passava le giornate qui a giocare.... E guai a te se t'addormentavi seduto su codesto sasso!... ti saltava ad un tratto a cavalcioni sul collo, ti ricordi?... e tenendosi alla tua barba, e tempestandoti il petto di calci, gridava agli altri ragazzi che spiavano da lontano: «Venite, venite, il leone è domo! venite senza paura, toccatelo!...» e tu lo lasciavi fare finchè voleva.... è vero?... è vero?