MATUSIO,

divorando con gli occhi famelici il castrato, senza osare di prenderne:

Una così alta stima, da te, mi insuperbisce!

ORIONE,

a Ireo che viene con un'anfora e una tazza:

Questa crosta amara chiama il vin dolce.... è di quello dolce?

IREO:

Come il miele, figlio mio!... per te lo serbo, lo sai?... e che tu possa berlo lungamente!

ORIONE,

versando nella tazza: