Di che posso aver paura io? Può forse la Terra partorire una bestia capace d'uccidermi?
MATUSIO:
Ella ama troppo il figlio suo!
ORIONE:
Ama? M'odia, sciocco, perchè l'ho stremata nascendo!... M'odia, ma trema!... In trenta giorni e trenta notti ho girato tutta l'isola: salivo sulle montagne insieme coi nuvoloni: e poi, come veniva la notte, giù ruinavo per le gole dei torrenti e ammazzavo tutto quel che vedevo vivere!... E i torrenti si gonfiavano di sangue, di veleno, e di carogne.... finchè tutto il mare intorno all'isola, intendi?... per quanto l'occhio poteva vedere.... tutto rosso!!
MATUSIO:
E così inaudita prova non bastò?
ORIONE:
Ma che! un velenoso inganno mi si era preparato in premio. Si finse che tutto fosse disposto per le nozze, ed Enopione stesso volle che si aprisse un'anfora di cento anni, e che ce la bevessimo intera tra me e lui: la mia tazza era preparata, sì che, di lì a poco, mi addormentai come una marmotta.... Mi destai, chissà quanto dopo, sulla riva di un fiume.... appena in tempo per accoppare un brutto ceffo che mi stava già sopra con una spada!
MATUSIO: