Per quel giorno l'elefante non si fece più vivo e io lasciai briglia sciolta alla mia fantasia.
La mattina dopo alle quattro ero in mare a veder nascere il sole, sulla mia barchetta a remi; quando, volgendo per puro eccesso di scrupolosità lo sguardo al capanno della miss, vidi che essa ne usciva con la sua negra. Gran dio! due ore di anticipo sulla levata? Quale misteriosa ragione....? Semplicissimo: una barca la aspettava sulla spiaggia, trepidante.... quasi conscia.... Bagnando le sue enormi gambe fino al [pg!30] ginocchio, ella salì sopra un piccolo masso a fior d'acqua, e di lì, aiutata un poco dalla piccola negra, un po' più dalle bronzee braccia del barcaiolo, ma più ancora da qualche ignota e propizia forza soprannaturale, piombò sulla innocente barca, afferrò i remi e si diede a remare con tale impeto che il cerro sembrò vimini.
Essa remava di buona scuola: nonostante, la sua barca procedeva, naturalmente, lenta, e io la seguivo ripensando all'antica prora dantesca. Poichè il mare incominciò ad essere mosso da un fresco grecale, sotto il rosso sorriso del sole, la grave barca della miss contro il vento e contro mare quasi non si moveva più. Mi sembrò allora di vedere Nettuno stesso lasciar le briglie algose dei suoi cavalli e rotolarsi dentro la sua conchiglia per il gran ridere, mentre una torma di allegri tritoni si divertisse a trattenere per il timone quella furibonda rematrice.
Ad ogni modo, il mare aveva trovato un avversario degno di lui. O bene o male la eroica miss andò avanti verso Greco finchè l'orologio che la negra osservava non segnò le cinque.
Allora finalmente depose i remi e si concesse un po' di tregua; guardò il cielo con l'intenzione evidente di bearsene, ma la neonata [pg!31] faccia rubiconda del sole, non parve piacerle. Ma volgendosi da ponente s'imbattè nella faccia bianca della luna di poco scema; allora, quasi con rabbia, abbassò il capo per contemplare il mare. Certo, ella non poteva guardare nè il sole nè la luna senza ricordarsi della odiata rotondità del proprio viso.
A un tratto si levò di mezzo al seno una carta, certamente la lettera del giorno avanti, e si mise a rileggerla, talora sorridendo come la luna, talora arrossendo tutta come il sole.
Girandole attorno, da pianeta senza scrupoli, potei osservare che la lettera era di otto pagine, di cui le prime tre erano presumibilmente piene di dolci e lontani ricordi; la quarta doveva contenere qualche cosa di decisivo, di grave, di irreparabile forse: le altre quattro, a giudicare dall'impressione che facevano sul volto di lei, avrebbero dovuto equivalere ad una buona dozzina di pizzicotti ben assestati. Ebbi la matematica sicurezza che si trattasse di una lettera d'amore. Esiste forse nel mondo qualche cosa che rassomigli all'effetto che fa una lettera dell'uomo amato sopra la donna che lo ama?
Quando la negra avvertì che erano le cinque e mezzo, la miss si riprofondò nel mezzo del seno la lettera, afferrò con rinnovato impeto [pg!32] i remi, e fatto cenno al barcaiolo di mettere la prua a terra, rivogò furiosamente, aiutata, ora, dal vento e dal mare. Scesa a terra, andò diritta verso il piccolo stabilimento idroterapico dove la aspettava il suo solito bagno a 40°; alle otto e mezzo: la pesatura; alle nove: in marcia sotto il sole già fiammeggiante; due ore di andata, due di ritorno; al tocco: il pasto; alle due: lettura di libri dentro l'ormai famoso recinto.... great attraction per i bagnanti e sopratutto per i forestieri di passaggio, mèta di interi eserciti di sbarazzini che si divertivano a fare andare.... in bestia l'irascibile bulldog attraverso la rete metallica o a fare le boccacce alla servetta negra costretta a tenere il piccolo ombrellino sul capo della padrona durante un paio d'ore.
Evidentemente la remata mattutina era un «numero» aggiunto d'urgenza al suo programma dimagrante; era dunque impossibile non subordinare questo affrettato bisogno di assottigliarsi all'arrivo della misteriosa lettera.
Ciò posto, e posto anche un altro fatto importantissimo il quale mi risultava sicuro, che cioè alla lettera in questione la miss non aveva risposto affatto, mi parve logico supporre che essa aspettasse senz'altro un suo amatore canadese. Nessun'altra ipotesi avrebbe potuto [pg!33] spiegare il profondo mutamento di tutta la psicologia dell'elefante. Al metodo rigido come una regola monacale, cui tetramente essa sembrava piegarsi prima, con la fredda volontà del cervello, era subentrata ora una fretta commossa, un'ansia trepidante; i piccoli occhi ceruli lampeggiavano di speranze visibili, di sogni infuocati; tutti i semplici atti della sua vita, pur non rinunziando al loro fine terapeutico, apparivano ora animati di un entusiasmo nuovo....