[pg!89] — Felice giorno, sor Luigi! Son ite a veder nascere i' ssole su a i' Mmont'alle Croci. A momenti arebber a tornare.

Entrai per aspettare. Ero stanco. La prima sedia che mi si presentò sotto, ci caddi a piombo. Ma appena sentii d'essermi seduto sopra un libro mi affrettai a sottrarlo all'involontario oltraggio. Non era un libro: era un grosso quaderno. Sopra c'era scritto:

Italien, Liebe, Blut!

diario di una giovane inglese.

— Puah! — rantolai. — Ecco il romanzo di Brockhaus!...

Traduzione di C. e Z. K.

C. e Z.?!... Come sarebbe a dire?... Collaborazione forse?

Oh! ma che! impossibile! Quello Z. doveva essere soltanto una tenerezza sororale, un delicato segno di gratitudine. Brockhaus voleva offrire così un poco della sua immortalità alla sciagurata sorellina che si prestava così gentilmente ai suoi esperimenti erotici.

La curiosità è una bella cosa; ma il tedesco, [pg!90] come sapete, è una cosa bruttissima. Perciò sfogliavo sì quel quaderno a due o tre pagine per volta, ma mi guardavo bene dal durar la molta fatica necessaria per capire.

Doveva trattarsi però di impressioni di viaggio.... che Dio ce ne scampi e liberi non solo in tedesco, ma in tutte le lingue del mondo!