— Sì eh?! Sì eh?!... — gridò divampando e scintillando di subita commozione fraterna l'inventore. — Sì eh?!... E allora la sua gioventù non si dev'essere rivolta invano alla canizie misconosciuta dell'inventore Romolo Brúscoli Guardi! Io sono romagnolo: questa camera Lei la pagherà trenta lire!!
La piccina gridò:
— Bada che la mamma....
— Non importa! — interruppe quel piccolo padreterno furibondo di generosità. — Sono romagnolo sì o no?... Questo signore deve avere la camera per trenta lire: e basta!
[pg!107] La piccina però non si diede per vinta:
— Adesso gridi tanto forte perchè non c'è la mamma....
— Silenzio!! dunque! — strillò lui. — E uscite subito di qua!
La piccina rimase lì. Io mi credei in dovere di raccomandare al signor Romolo Brúscoli di pensare ai casi suoi più che ai miei, considerando che non mi piaceva affatto di provocare discordie intestine col mio solo ingresso in quella casa. Ma ne ebbi una sola risposta:
— Sono romagnolo!
Quando lo vidi irremovibile, pagai le mie trenta lire e presi possesso della camera.