ALBERI, ED ARBUSTI ISOLATI.
Un albero, benchè solo, ed isolato, può essere rimarcabile per il carattere, che gli è proprio: può attirarsi l'attenzione colla smisurata grandezza, colla svelta cima, ed anche co' rami, col fogliame, e co' fiori. Più l'albero è isolato, meno l'occhio è distratto; vi si riposa sopra a piacere, e gode di contemplarlo. L'artista giardiniere però non offrirà con tanta facilità un albero solo, a meno che non meriti un particolar riguardo. La di lui posizione può rendere un albero isolato altrettanto osservabile, che lo stesso suo carattere. Un alto tiglio, che copra colla sua ombra una sottoposta capanna; un'annosa quercia traforata, e minacciante ruina, che stenda i suoi rami sul tetto di un eremo; un rispettabile loto, che regni sulla cima più alta d'un monticello; qualunque albero fronzuto, che contrasta col differente verde d'un'altura, contro d'un'acqua chiara, coll'azzurro del cielo, contro una nube luminosa, provano la verità di quest'asserzione.
Un albero solo può servire ancora per approssimare, e legare le parti separate, per interrompere la linea retta, e per coprire un punto di vista. Impiegato fra' boschetti, e fra' gruppi vi sparge una piacevole varietà; collocato in uno spazio di prato, riesce talvolta meglio, che un cesto d'alberi. Molti alberi isolati circondano con vezzo i siti rotondi, e figurano ne' viottoli, e d'intorno all'acque. Un arbusto isolato non potrà far bene, che da vicino, o di fianco ad una grotta, o ad una capanna: vuol esser quasi sempre unito con altri, o messo al piè d'un albero. Un albero isolato deve dire al contemplatore: guardatemi, io sono il più bello della mia specie; e d'ordinario la natura è prodiga con lui di bellezze, perchè tutto il circostante umore, tutta l'aria, ed il sole a lui serba.
DEI GRUPPI D'ALBERI.
Pel mezzo de' gruppi la natura comincia le combinazioni degli alberi. Whately ha fatte diverse osservazioni, e dà regole sensate circa la formazione dei gruppi, e dei massicci. «I gruppi, dic'egli, sono isolati, o dipendenti. Allorchè sono isolati, non si esamina la lor bellezza, che come oggetto particolare; allorchè sono dipendenti, le bellezze delle loro parti debbono sacrificarsi all'effetto del tutto. Il più picciol gruppo dev'essere di due alberi per lo meno; ed il miglior risalto, che possano avere, sarà quello, che le loro teste unite non sembrino formare, che un solo grosso albero: per tal maniera due alberi di differente specie, ossia sette, o otto alberi, le di cui forme non si congiunghino abbastanza bene, formeranno difficilmente un bel gruppo, sovrattutto se tendono alla forma circolare. Tali massicci composti di pini sono di rado aggradevoli, perchè non formano mai un sol tetto, e perchè le lor cime si mischiano confusamente: tuttavolta si può evitare la confusione, disponendoli per file, e non per gruppi circolari; un massiccio d'alberi di questo genere riuscendo più aggradevole, allorchè si estende, più per lunghezza, che per larghezza. Tre alberi riuniti formano una linea retta, oppure un triangolo. Per nascondere la regolarità, bisogna variar le distanze. Si otterrà lo stesso fine, variandosi le forme, e specialmente le grandezze: allorquando una linea retta è formata da due alberi consimili, e da un terzo un poco più piccolo, appena si potrà discernere, se si trovano sulla stessa direzione.
»Se le piante più picciole, collocate all'estremità, possano indicare la più perfetta irregolarità, se ne dovrà far uso in altre circostanze; la varietà nella grandezza è quella, che conviene particolarmente ai gruppi. Quando l'opera dell'arte riesce troppo sensibile negli oggetti naturali, diviene fastidiosa. Ora i gruppi sono oggetti talmente marcati, così proprj a far nascere il sospetto, che sono stati disposti in tal maniera, onde produrre tale effetto; che per impedire l'attenzione, che potrebbe indovinar l'arte, l'irregolarità nella composizione è quivi più importante, che in un bosco, o in un boschetto: altronde un gruppo, essendo meno esteso, non può essere suscettibile d'altrettanta varietà ne' contorni. Le variate grandezze sono più rimarcabili in un piccolo spazio, e le numerose gradazioni possono spesso disegnare le più belle forme.
»La fronte, e la linea esteriore d'un bosco, o d'un boschetto adescano più l'attenzione, che le estremità; ma ne' gruppi le estremità sono della maggior importanza: determinano la forma del totale, e tutte due si scorgono al tempo stesso. Conviene dunque applicarsi a renderle piacevoli, e diversificarle. La facilità, colla quale si possono paragonare, non permette, che si rassomiglino; poichè la più leggiera apparenza d'eguaglianza risveglia l'idea dell'arte. Così un gruppo, la cui larghezza è eguale alla lunghezza, pare meno l'opera della natura, che quello, ove la lunghezza prevale.
»V'hanno diverse qualità di situazioni, che permettono, o che domandano de' massicci isolati. Devonsi impiegare sovente come oggetti belli per se stessi; e talvolta diventano necessarj per rompere l'estensione troppo vasta d'un pezzo di prato, o d'una linea troppo uniforme, sia d'un terreno, sia d'una piantagione. Quantunque le elevazioni presentino i gruppi, o massicci sotto l'apparenza la più avvenente, un'eminenza, che sembrerebbe non essere stata creata, che per essere coronata da un massiccio, diverrebbe fastidiosa se l'arte vi si manifestasse: allora si disporranno degli alberi ne' fianchi per cagionar illusione. Lo stesso spediente si può impiegare per riguardo ai massicci collocati sulle sommità d'un colle, onde diminuirne l'uniformità: l'effetto sembrerà più naturale ancora, se i gruppi si stenderanno in parte sul pendìo.
»Malgrado tutti gli avvantaggi dati a tal sorta di piantagione, conviene spesso escluderla, allorchè si tratta d'un'eminenza dominata da un'altra. I massicci veduti dall'alto perdono talune delle loro principali bellezze; e quando son troppo abbondanti, manifestan l'arte. Non presentano più la superficie d'un bosco, e tutti gli effetti de' loro rapporti sono perduti.»
Giacchè si possono considerare i massicci sotto differenti aspetti, e relativamente ai rapporti, che hanno gli uni cogli altri, essi diventano uno scopo in conseguenza d'una maggior varietà di colpi d'occhio, più che non è un bosco, od una foresta. La stessa lor trasparenza serve a moltiplicare i punti di veduta. È bello lo spettacolo d'un fiume, di cui risplendono le onde argentine tra gli alberi d'una forma superba, e d'una verdura animata, de' quali alberi ciaschedun gambo si abbellisce pel contrasto, che forma la mobil luce dell'acqua con quella del giorno, che penetra le diradazioni della selva.