Attorno alle grotte, ed ai sedili ombreggiati possono uscir da uno scoglio, e scherzare frammezzo alla boscaglia. Vicino ad un bagno, o ad un gabinetto consacrato alla lettura, sia la lor caduta regolare. Aumentano il piacere, se nascosti, perchè l'immaginazione se ne occupa; e soprattutto quando sono scarsi, la necessità stessa esige, che s'involino allo sguardo. Componendosi per ottenere simili effetti, convien guardarsi dallo svelare la mano dell'arte. Riuscirà tuttavìa più facile praticar de' fili, che una caduta un po' grande. I primi possono essere velati, o almeno l'occhio non è rigido in giudicarli; ma una caduta d'acqua perde a non esser vista: deve poter mostrarsi arditamente, e non lo può, se non quando è ricolma di bellezze.

Tav. XVII. Caduta d'acqua nella villa di Monza.

CASCATA.

La bellezza della cascata è principalmente costituita dall'altezza, da cui cade, e dall'abbondanza, e limpidezza delle sue onde.

Cadute d'acque accanto ai fiumi, o alla sortita d'un lago possono piacere all'orecchio pel loro strepito; non alletteranno che debolmente l'occhio. Ma allorchè si precipitano da un monte, da una balza scoscesa, o da uno scoglio elevato, vi acquistan ben altro effetto, soprattutto con masse d'acque chiare, e trasparenti. L'altezza della caduta può portar la sensazione fino alla meraviglia, e allo spavento. «Lo straniero, dice Haller parlando d'alcune cadute nelle alpi, vede con sorpresa scorrere de' fiumi per l'aria, sortir dalle nubi, e trasformarsi in nubi a vicenda.»

Procurate alle artificiali cascate gli effetti bizzarri della luce; non le offrite nude, e scoperte, ma guarnite d'erba, d'edere, e d'arbuscelli. Alberi e cespugli, che vi si incurvino sopra, senza nasconderle intieramente, vi faranno bene: talvolta celate i piani superiori, e fate sì, che l'acqua sembri sortire dal seno d'un folto virgulto, e si veda precipitare attraverso alle cime degli alberi, che in parte la coprono. Le acque cadenti sieno in proporzione con quelle contenute nei recipienti, che formano, e sieno distribuite, e moltiplicate naturalmente. Producono buon effetto vedute dal basso in alto, ed anche migliore dall'alto in basso. La natura ci offre le cascate nei monti, o nei colli: quando il terreno non abbia un considerabil pendìo, la cascata è contro natura. Le grandi appartengono ai siti eccelsi; le picciole convengono ai melanconici, ed anche agli ameni. Proponendosi di produrre vive sensazioni, un sol getto sarà preferibile a varj. Del resto si conformerà ai bisogni della scena, ed allo scopo, che si ha di mira. Con macigni, e con massi si dà alla cascata un tristo aspetto; con verdi piantagioni, un aggradevole.

DELLE CATERATTE.

La cateratta è distinta dalla cascata per un carattere di maggior rapidità, e veemenza. Un movimento, che trae tutto seco, turbolento, impetuoso, una sovrabbondanza d'acqua torbida, e sempre agitata, le bianche masse di schiuma, il ruggito feroce, e la violenza, che ributta, e distrugge tutti gli ostacoli, una nebbia all'intorno, l'eco ripetuto dalle rupi, sono altrettante qualità, e circostanze, che definiscono la cateratta. La sua dimora è nei monti, o fra rocche elevate; fra ristretti spazj nelle lande, ove scatenansi soventi le tempeste, e i rovesci d'acqua, le inondazioni, ed i vulcani. Il suo letto mostra i segni della collera, e del furore; è ineguale, stracciato, pieno di concavità, imbarazzato da sassi e da pezzi di roccie. Boscaglie all'intorno con nude radici, alberi sospesi in aria, presentano uno squallido aspetto.