La varietà del suo corso, e le tante combinazioni con altri oggetti, delle quali è suscettibile, gli danno un posto distinto nei cantoni solenni, e particolarmente nei romanzeschi. Ferve egli sopra scogli in un fondo, o al piede d'un alto monte verticale, reso bruno da boschi di pini; o si caccia nelle risuonanti voragini, per ricomparire bentosto tutto spumante? In tal situazione, e connessione d'effetti forma parte del cantone solenne. Rigiri strani, e singolari, una straordinaria successione di velocità, e di lentezza nel suo corso, la sua combinazione con rocchi, al lungo delle cui pareti perpendicolari striscia sotto alberi sospesi, e nelle cui crepature si spinge con un sordo muggito, lo rivestono del carattere romanzesco.
Gli effetti d'un fiume superano di gran lunga quelli d'uno stagno, ed anche quelli d'un lago, motivo per cui gl'Inglesi li preferiscono a qualunque altro genere d'acqua; e a tutto costo hanno voluto introdurne ne' lor giardini, formando de' fiumi artefatti, sovente più larghi del Ticino, e dell'Adda, con ponti superbi, di taluni de' quali vedonsi i progettati disegni nell'opere del Palladio, in nessun altro paese stati eseguiti. In alcuni de' loro giardini si sono perfino sforzati di far derivare un lontano fiume naturale.
Volendo formare un fiume, collocatelo al piede d'una collinetta, ove le acque vi si radunano naturalmente, ed in abbondanza; nascondete, come dissi, il principio, e la fine con alberi, e con cespugli, o dietro eminenze: fate comparir l'acqua per uno spazio bastante; al sito ove termina, o si disperde, mascherate la vista con folti verdi, con fabbriche; comunicate alle acque una libera corrente, sia per le ineguaglianze del suo letto, sia pel mezzo di ripiani diversi nascosti, ossia per l'effetto d'un molino; infoltite d'arbusti, e di piante comuni, o di piantagioni più rilevate i siti gelosi, che potrebbero manifestare l'opera dell'arte, e compartite alle sponde un contorno facile, e spontaneo.
RUSCELLI.
L'umile ruscello fa infiniti rigiri, perchè è docile, e non si fa strada, che difficilmente; cede compiacente all'ostinazione del suolo: troppo debole per tirar seco un ostacolo un po' forte, l'evita; quindi nascono li ripetuti errori del suo corso, e le moltiplici sue sinuosità.
La vivacità forma il carattere proprio del ruscello; conviene in conseguenza a' cantoni aggradevoli, vaghi, e ridenti, de' quali n'è il principal ornamento. Abbonda ne' siti disseminati di colli, e di montagne, e nelle valli fornite di sorgenti. È in balìa dell'artista giardiniere il guidarlo, e variamente conformarlo. Serve al bagno, alla pesca; forma cadute, ammette ponti, e li più piacevoli abbellimenti della rustica scena.
In un vasto tratto di paese il ruscello si perde tra la folla, e la grandezza degli altri oggetti; per far la sua comparsa ama i piccioli distretti, dove l'occhio possa colpire le sue bellezze, e il mormorìo arrivare all'orecchio. Li suoi pregi brillano in siti riserrati, dove nulla distrae, e dove non appajono oggetti smisurati. Vicino al rio collocate un bagno fra l'odorosa boscaglia, oppure un seggio d'erba contornato d'alberi piegati. Il garrire d'un ruscello diventa un mezzo considerabilissimo ad animare un picciol distretto, capace, com'egli è, di variazioni ne' suoi tuoni chiari, soffocati, acuti, e dolci.
L'artista giardiniere può accrescere, diminuire, e fissare, come gli piace, il movimento, ed il suo gorgoglio pel mezzo delle inclinazioni, delle cavità, e delle alture del terreno; può praticarvi cadute, e disporvi variamente il sottoposto terreno; può mettere, o togliere a piacere gli ostacoli. Ai fianchi d'una grotta, le acque del ruscello siano nascoste, e fervido il suo movimento. In un boschetto delizioso il suo corso formi mille rigiri, si mostri, e si nasconda con piacevoli susurri. All'intorno d'un seggio, o d'uno smalto di fiori, nella sua corsa piacevolmente affrettata zampilli con rumore su' massi a varj strati, e spruzzi vagamente la limpid'acqua contro il suol selcioso.
La vivacità a' differenti gradi forma il carattere generale delle acque cadenti. Dappertutto annunziano la loro presenza all'orecchio, allora pure che l'occhio non le scorge, cominciando dal più leggiero susurro allo spaventevole mugghio. Animano il paese non solamente alla vista, ma ancora all'udito, e le raddoppiate impressioni, che destano, penetran l'anima.
La prima idea, che inspira un'acqua cadente, è quella di venire da un'eminenza, da' colli, e da' monti, che gli servano di culla. Le differenti disposizioni, tali che il più o il meno della loro altezza, le loro declività distribuite in ripiani inclinati, o perpendicolari, i guarnimenti loro d'alberi, d'arbusti, di cespugli, e d'erba, o la totale lor nudità, cagioneranno dunque notabili cambiamenti ad un'acqua di tal natura. Lo stesso terreno, sopra cui si versa, è capace di varietà: può ricever l'acqua, e tranquillizzarla nel suo seno erboso, piano, sabbiato, o irritarla colle sue selci, contro le quali rimbalza, e si ravvolge. Un solo spruzzo d'acqua è di poco effetto, ma l'unione di molti è di grandissimo. Cagionano essi schiudendosi un incerto mormorìo? Tengono l'immaginazione sospesa. Cadono regolarmente? Invitano alla lettura, alla riflessione, ed al sonno. I fili d'acqua convengono ai siti gaj, ed allegri.