I tempj offrono delle memorie più ragguardevoli, e più degne, che le urne, e gli altri sepolcrali monumenti.

La costruzione di questi tempietti non è grave neppure a quelli, che hanno una modesta fortuna, i quali per tal mezzo possono elevare il loro giardino al rango di que' siti sacri, dove si rende culto al merito, siti tanto conosciuti dai Greci, ed ignoti tra noi. I tempj dell'amicizia, e dell'avita virtù, e quello dei grandi uomini dell'Inghilterra, che si veggono a Stowe, appartengono a questa classe, di cui ne fornirono i primi esempj.

Del resto noi ricercheremmo nei giardini sovrattutto i monumenti consacrati a quella specie di merito, che ha un certo legame col sito; noi vi desidereremmo dei tempj consacrati alla memoria di quei genj, che sparsero nuovi lumi sopra i differenti rami dell'agricoltura, sopra l'arte di coltivare i giardini, e generalmente sovra gli augusti, e reconditi arcani della natura; che ora co' loro canti entusiastici, ora coi loro quadri d'imitazione avvezzarono gli uomini a sentire le bellezze della creazione. Il carattere particolare, proprio a ciascheduno di questi chiari ingegni, fornisce l'occasione di presentare una situazione, ed un adornamento convenevole a consimili fabbriche. Gli emblemi prestano altresì in questo caso i loro utili soccorsi; ma le iscrizioni offrono degl'indizj più intelligibili, e brievi. Basterà il nome solo collocato nel fregio.

Non intendo di affermare, che quando si voglia innalzare un tempio, sia necessario di costruirlo di maniera precisamente greca; un tempio gottico talvolta in alcune posizioni può produrre maggior effetto ancora; ma egli è vero altronde, che l'architettura greca è in possesso da secoli d'essere sola apprezzata. Le sue bellezze sono fuori d'ogni dubbio, e compajono tali a tutte le nazioni, alloraquando il sentimento del nobile, e del grande si sviluppa in esse; e non addivenne che per rozzezza di costumi, privati di gusto, e per effetto di pretta barbarie, che si riuscì a soffocare, durante uno spazio di tempo, la sensibilità ingenita, che ciascheduno sente naturalmente per la sua placida semplicità. Le proporzioni, le forme, la distribuzione, l'ornato, tutto ciò, che appartiene alla buona architettura, i Greci lo mostrarono eminentemente ne' preziosi modelli, de' quali tuttavìa ne ammiriamo gli avanzi sublimi. Ne' migliori secoli moderni si sono imitati i Greci nell'arte del fabbricare, come nella scultura, e nella poesìa. Tutte le nazioni, che hanno qualche pretesa al buon gusto, risguardano l'architettura di questo popolo, come il lor patrimonio. Quindi a noi stessi sembra questo popolo men discosto da noi, perchè la gioventù si forma all'ombra de' suoi monumenti, perchè le nostre arti, e le nostre scienze riaccendono spesso al suo fuoco l'estinta lor fiaccola, e perchè viviamo in una specie d'intimo commercio col suo genio, e la sua virtù. Si converrà però facilmente, che l'imitazione non deve degenerare in copia servile; e non si dovrà ammettere, che ciò, che è adattato al nostro clima, al nostro genere di vita, differente da quello de' Greci, ed ai nostri differenti bisogni.

Ne' parchi Inglesi si vedono alcune volte delle chiese gottiche, il cui aspetto risveglia la venerazione, collocate in cantoni segregati, e taciti, fra' monti, e rocchi, e circondate d'alberi venerandi. Il carattere di consimili chiese, e cappelle è riposto nella semplicità dignitosa. Qualunque sorta di magnificenza, e di lusso n'è sbandita.

DELLE GROTTE.

Si nominano così le concavità, ossia gli spazj vuoti, e panciuti, dirò così, che s'incontrano nel seno della terra, e segnatamente nell'interiore delle montagne. Si attribuisce la formazione delle grotte a diversi rovesciamenti parziali, che hanno potuto cagionare i fuochi sotterranei, o le acque, che penetrando a traverso le montagne, e le roccie, hanno staccate, e strascinate con se le terre, e la sabbia, che presentavano loro minor resistenza, lasciandovi sussistere le parti più solide, che non hanno potuto smuovere; e per tal modo hanno dato luogo alla formazione delle grotte, e delle caverne[16].

Le grotte, che attualmente nei nostri giardini sono l'opera dell'arte, erano ne' primi tempi la dimora d'uomini, come lo sono ancora oggigiorno presso de' popoli barbari. Questi nascondigli nelle montagne, e fra i rocchi perdettero la rusticità loro, dacchè i Greci cominciarono a dedicarli alle Ninfe. Era opinione, che le ninfe amassero le fonti; ed una umidità condensata, che stillava dall'alto, e dai lati, imprimeva sovente alle grotte la lor figura. Spesse volte ancora la sorgente era impregnata di particole petrose, che deponeva, e che segnavano il di lei corso d'una specie d'intonaco. L'immaginazione dava vita, e significato alle figure prodotte da questi accidenti. Il cacciatore, il paesano, ed il pastore si portavano in queste grotte a porgere alle ninfe le offerte relative alla loro natura, ed agli oggetti, sopra cui era fama, che vegliassero. Le sacrificavano ora un agnello, od un capretto; ora de' frutti, ora del latte, dell'olio, e del mele. La buona loro semplicità credeva, che queste tutelari divinità vi erano presenti, benchè invisibili, e che si conciliava il lor favore con questi doni. Si circondavano di ghirlande le loro statue, e si consacravano loro degli orticelli.

Pane, e Bacco, che insegnavano le canzoni alle ninfe, erano riputati essere l'ordinaria loro compagnìa, e vedevansi spesso le loro statue innalzate nelle grotte. Sul mezzodì la pastoral zampogna taceva per non interrompere i sonni di Pane, che costumava in quell'ora di dormir nelle grotte.

Questa pittura delle grotte consacrate alle ninfe porge quell'amenità, che sapevano i Greci spargere con tanto sale su d'ogni cosa. Eran luoghi santi, esenti d'ogni timore. Non formavano ancora parte de' giardini, che presso quella nazione non sortirono dai limiti della primiera rusticità, ma formavano oggetti staccati, che ricevevano dalla loro situazione al lungo de' laghi, e de' fiumi, ne' monti, e ne' boschi un carattere perfettamente campestre. La conoscenza del primitivo loro destino può condurre l'artista giardiniere ad invenzioni piacevoli, che portino l'impronto dell'antica loro rispettabile semplicità.