Le ruine, ed il locale non devono manco essere in contraddizione: per quanto incolto, per quanto rozzo sia il luogo, non deve ciò non ostante esserlo al punto da rendere inverosimile, che la fabbrica, li cui avanzi vi si trovano, abbia giammai potuto esservi eseguita realmente in tutta la sua estensione, e servire all'uso, cui era destinata.
Perchè non manchi l'effetto delle fattizie ruine, convien accelerarne la concezione, e non dar luogo a riflettere, e a ricercare se quanto si vede sia realtà, od artificio. La riflessione è soprattutto ritenuta da ruine d'un significato non equivoco, e determinato, e che fanno tosto riconoscere la destinazione, e l'ordinanza della fabbrica, di cui ne sono gli avanzi. Ad ottenere quest'effetto bastano talvolta un basso rilievo per metà corroso, una statua spezzata, un frammento di capitello, o di cornice, un'iscrizione appena leggibile.
Affine di dare alle ruine un'apparenza di verità, si può qualche volta aver ricorso ad un intonaco sporco, e tristo. Dipenderà questo dal carattere delle ruine. In generale però sono le masse di sasso, che convien impiegare, e che vanno esposte logore, spezzate, e screpolate.
Acquistano le ruine maggior naturalezza, quando sono frammischiate ad erbe, ed a boscaglia. La natura sembra riprendere con una specie di trionfo il possesso dei siti, che l'architettura le ha rapito. Niente prova maggiormente la vetustà, che un luogo, che, altre volte ornato da una fabbrica, è oggidì ricoperto d'erba, e di sterpi. Una quantità d'edera, che sorte dall'interno d'una conquassata torre; un ciriegio, che solingo ed incurvato fiorisce fra ruinate mura; dei rovi sbucciati dalle crepolature; un ruscelletto, che mormora attraverso i gradini d'una scala appena riconoscibile, sono le circostanze varie, e soventi volte compagne delle vere ruine, che annunziano vivamente la forza de' tempi.
Altri accidentali oggetti potranno ancora stabilire un contrasto più parlante fra le ruine dell'edifizio, e la trascorsa sua magnificenza. Qual sentimento di tenerezza, di malinconìa, e di tristezza non s'impadronisce mai dell'animo dei dotti viaggiatori, allorchè visitando le contrade un tempo coperte da greche fabbriche magnifiche, trovano al fianco degli informi frammenti un rozzo casolare, un miserabil tugurio per il viandante, e nascondigli di belve feroci fra gli avanzi sublimi d'antichi tempj! Un gufo, che abita una rovinata torre, una famiglia di cornacchie, che si è stabilita in vecchj muri, un picciolo steccato pei montoni, non sono cose rare presso le ruine, e rinforzano l'idea, che si forma d'un sito deserto, da lungo tempo abbandonato dagli uomini, e da uomini famosi.
In Inghilterra, ove non esiste un sol pezzo d'antichità greca, e romana, con sommo criterio piuttosto si coltivano, e si rappresentano le antichità gottiche; la qual buona usanza è di più appoggiata dall'opinione di Home, che pretende, che nelle gottiche ruine si vede il trionfo del tempo sopra la solidità, immagine malinconica, ma non dispiacevole; e che le greche piuttosto ci ricordano il trionfo della barbarie sul buon gusto, immagine trista, e che ci sconforta.
Supposto adunque, che le ruine non contraddicano l'architettura altre volte impiegata nel paese, bisogna, che abbiano una situazione analoga al lor carattere, e nella quale possano figurare senza estranei soccorsi. Sembrano collocate naturalmente in ribassi sterili, e contro eminenze aride, e sassose; non mai in riva d'un acqua chiara, fra ridenti boschetti, o di mezzo a fiori. Sieno lontane da siti vaghi, ed ameni: possono succedere a quelli per gettar del contrasto nel quadro, ma non mai farne parte. Sono la proprietà dei cantoni, ove regna la solitudine, la dolce malinconìa, la gravità, il solenne.
Le ruine non possono servire a viste opposte alla loro natura, e alle sensazioni, che destano; in conseguenza non vogliono essere decorate internamente a foggia di sala per mangiare, o di sala per la musica. La gioja, ed il piacere non albergano là, dove non si mostrano, che la caducità, e la distruzione.
L'ingresso alle medesime non sarà disposto con arte, nè abbellito. Le ruine non devono presentarsi all'occhio; vogliono essere ritrovate, nascoste ed inviluppate, come sono, nell'oscurità, e nella mestizia. Scorte d'improvviso in parte solitaria fra sassosi ammassi, e fra sterpi, e dopochè si son percorsi inospiti sentieri, ecciteranno, e occuperanno sensibilmente l'immaginazione.
Le ruine possono spesso, per la loro situazione, e connessione con boscaglie, comporre un quadro più pittoresco, che le stesse fabbriche nuove, o ben conservate. Ammettono una maggior varietà nelle forme; la mescolanza co' verdi arbusti moltiplica i loro aspetti; la loro tinta è più dolce, e si amalgama meglio cogli oggetti all'intorno; il lor difetto di simmetrìa facilita quest'unione, ed hanno accidenti più varj.