I seggi di pietra sono durabili, ma le panche, e le sedie di legno meritano la preferenza, prive d'inconvenienti, più facili a farsi, ed a trasportarsi, e perchè ricevono una forma, ed una vernice analoga ai siti diversi. Più la forma sarà semplice, e leggiera, più riuscirà; la vernice grigia, o bianca, produrrà maggior contrasto.

Per maggior comodo si potrà talvolta cangiare le panche, e le sedie ordinarie in siti di riposo coperti. Le loro pareti difendono dal vento, ed il lor tetto dalla pioggia. Il semi-circolo sembra la figura la più adattata. L'architettura deve esserne semplice, leggiera, e piacevole, e avere niente di massiccio, nè di magnifico. Si possono ornar tali seggi d'un'iscrizione, o d'una sentenza corrispondente al carattere della scena, o della prospettiva, della quale si gode, che risvegli la riflessione, frattanto che il corpo riposa.

Tav. XXI. Seggio coperto, d'invenzione di Schuricht.

DEI PONTI.

I ponti vogliono essere collocati, ove un bisogno visibile li domanda. I ponti sono inutili agli stagni, ai laghi, ed alle curvature, che fanno le acque dormenti, perchè costeggiando le ripe, si può pervenire all'opposta sponda; ed in simili posizioni producono cattivo effetto.

Il carattere della scena, alla quale conduce il ponte, o fra la quale si trova, deciderà del più o meno d'ornato, o di semplicità, che richiede. Un ponte di sasso architettato condurrà al tempio; uno di pietre rotte alle ruine.

Nei giardini d'Inghilterra, come ho detto altrove, veggonsi de' ponti superbi, stati ricavati taluni dal Palladio, che appena osò di porli in carta, come ideale progetto.

I ponti di muro hanno un aspetto pesante, e troppo comune; vogliono esser di sasso, oppure di legno. Soventi volte l'andata ad una grotta, o ad un eremo non domanda altra sorta di ponte, che alcune selci ordinarie, comodamente, e con sicurezza riposte.