Quelli di legno hanno un'apparenza più leggiera, e ridente; sono nello stesso tempo più suscettibili di una maggior varietà di forme, e danno più facilmente luogo ad una capricciosa costruzione.
Quando in un giardino necessitano più ponti, fa di mestieri prevenire l'uniformità dei loro aspetti, evitando di collocarli in linea retta, ed alla fila, e variandone la costruzione, e l'ornato. Per tal maniera i ponti, oggetti necessarj, ponno divenire mezzi d'abbellimento, e d'apparato. Accrescono la varietà, e concorrono a produrre belle perspettive. Esposti allo scoperto spargono intorno una certa vivacità; e cagionano miglior effetto quando appajano per metà nascosti ai fianchi d'un bosco; o quando in siti più alti, hanno per fondo la costa di un colle, o un oscuro bosco; o quando ancora si presentano attraverso tronchi d'alberi, che vi formino sopra de' fiocchi, e de' cesti. In vaghi distretti vi si collocheranno sopra delle stabili seggiole.
PORTE.
Quando debbansi praticar delle porte, e dei portoni in un giardino, l'ordine toscano ne sarà il più conveniente, e vi si osserverà la più grande semplicità. Riescono di miglior effetto alla vista, allorchè sono, da una parte almeno, coperti ne' fianchi da cespugli, e da alberi. Alle sortite del giardino difficilmente faran bene mostrandosi sfacciatamente; converrà il più delle volte nasconderli in parte, ed anche intieramente.
STATUE.
La profusione delle statue nei giardini presso gli antichi Romani era in parte scusata dalla loro mitologìa, ed in parte dalle loro usanze; non così presso i Romani moderni, che hanno trasformati i loro giardini in altrettante gallerìe; e peggio che peggio parlandosi de' Francesi, i quali, finora almeno, non avevano diritto di far mostra nei loro giardini, che di cattive copie, o di mediocri originali.
Tutto ciò che orna un edificio, non adorna egualmente un giardino, e di tal numero sono le statue; tanto più se si tratta di giardini, che devono imitare varj tratti della bella natura. Tuttavìa volendosene pur impiegare, non saranno fuor di sito una Flora tramezzo ai fiori, un Bacco sotto una pergola, una Diana in un bosco, Pomona nell'orto, e Venere, e le Ninfe al fonte. L'impressione, che desteranno però, non sarà mai gran fatto piacevole, attesa l'usanza resa di troppo comune; e considerate come divinità tutelari del sito, il lor interesse è svanito per noi. Produrranno forse miglior effetto le statue allegoriche della pace, della vittoria, dell'abbondanza, e quelle ancora d'uomini illustri, in siti a loro consacrati. Si potranno situare delle statue simmetricamente intorno l'abitazione, a motivo delle opere d'architettura, alle quali appartengono in qualità di produzioni d'un'arte collega; ma in un giardino sarà meglio disperderle quà e là.
D'ordinario nel gran pezzo di tappeto verde, che circonda la casa, campeggia con buon effetto la statua colossale della divinità, cui sembra dedicato il giardino, usanza probabilmente ricavata dall'antichità più nascosta, quando nell'orto si costumava di riporre la statua di Priapo.
Le statue esposte allo scoperto nei modernissimi giardini Inglesi sono totalmente proscritte; e diffatti la perpetua loro immobilità annoja, tolgono l'illusione, la verità, e l'effetto dei siti naturali, e quasi sempre non vi son collocate così che per pompa; su di che è da riflettersi, che le statue non ammettendo mediocrità, se son belle, vogliono essere meglio apprezzate, e riparate, e se cattive, non van mostrate del tutto[20].
Le statue propriamente non sembrano fatte che per l'ornato degli edifizj, e particolarmente per quello dell'interno. Nei giardini ciascheduna richiede il suo tempio, o la sua sede, ove figurare da sola, o con analogo corteggio. Convengono così, nè mai sfacciatamente nei siti, ove natura domanda a dispiegare le sue bellezze; ove quando pur s'incontrano, sembrano d'essersi scostate a caso dalle loro stazioni, d'essersi perse in cammino, e smarrite nei luoghi, ove certo non si aspettava di trovarle.