Tav. XXII. Piramide con sua cella, spaccato, e pianta, d'invenzione del cittadino la Gardette.
MONUMENTI.
Se all'esempio degli antichi noi imparassimo a pregiar maggiormente l'energìa dei monumenti, noi potremmo, godendo nello stesso tempo dei piaceri campestri, risvegliare pure in alcune parti de' nostri giardini la memoria di un merito eminente, o di un'azione grande, ed utile, e nutrirvi per tal maniera de' sentimenti morali. Nei giardini si possono consacrar dei monumenti ai filosofi, ai poeti, ai grandi artisti, ai cittadini utili, ed agli amici tanto morti, che vivi. Questi contrassegni di memoria possono essere egualmente dedicati al piacere, ed al dolore, ed esigono sempre una scena analoga al carattere di queste emozioni. Il monumento d'un avventura, d'un sentimento, d'una ricordanza piacevole attragga l'occhio sulla bella collina, che sormonta: un monumento di duolo, o di malinconìa si nasconda modestamente in un fondo appartato, nel mezzo di folti virgulti, o sotto alle roccie.
Gli effetti dei monumenti posson essere molto variati, a seconda della diversità delle persone, o dei soggetti, de' quali rinfrescano la memoria. Risvegliano dei ricordi, e dei sentimenti interessanti di venerazione, d'amicizia, d'amore; delle emozioni, che apportano un grato piacere, o una dolce malinconìa. Allorchè le bellezze di natura hanno saziato i nostri occhj, noi amiamo di fermarci presso quei monumenti, ove il cuore vi trova pascolo novello.
Li monumenti, tanto comuni in Inghilterra, il cui soggetto è preso nella stessa famiglia del proprietario, o nel ristretto cerchio de' suoi amici, sono i più energici per lui, ma non così per tutti gli altri.
Fra le differenti sorta di monumenti, appartengono taluni all'architettura, e tali altri alla scultura. I tempj, le piramidi, gli archi trionfali, le colonne, gli obelischi, ec. appartengono alla prima; alla seconda le statue, le urne, i tumuli, ec. Qualche monumento riunisce le due arti. Gli uni sono semplici, come un'urna, una colonna; gli altri composti come un mausoleo ornato di figure, un'urna, contro la quale s'appoggia una statua in attitudine dolente, ec.
Frammezzo questi monumenti se ne trovano alcuni, che per cagione del loro carattere di magnificenza, e di grandezza non convengono troppo ad un giardino. Di questo numero sono gli archi di trionfo, e le statue equestri. Questi monumenti annunziano una pompa, che non si accorda guari colla semplicità de' giardini. Le urne, e i cenotafj, le colonne civiche, navali, ec. sono oggetti assortiti a' cantoni melanconici di un giardino, risvegliando idee, e sentimenti, che tali cantoni non saprebbero produrre da per se soli. Basterà nei depositi il solo nome di chi vi giace.
Il famoso quadro di Poussin, chiamato comunemente l'Arcadia, è espresso così: nel mezzo d'un sito ridente quanto mai si vede il deposito d'una giovine morta sul fior degli anni colla seguente iscrizione: et in Arcadia ego. Ma questa iscrizione così laconica fa fare le più serie riflessioni a due giovani, ed a due donzelle inghirlandati di fiori, e che sembrano d'aver incontrato questo monumento sì tristo in siti ove pareva, che non cercassero un oggetto d'afflizione. Uno fra essi fa rimarcare agli altri questa iscrizione, mostrandola a dito; e non si vede più su' loro volti, attraverso l'afflizione che principia, che i segni d'una gioja che spira. S'immagina d'intendere le riflessioni di questa gioventù sulla morte, che non risparmia nè età, nè bellezza, e contro cui non hanno riparo li più fortunati climi...