Costruendo un monumento qualsiasi, l'artista ha la scelta fra una moltitudine di forme, purchè siano in se stesse di buon gusto, e s'accordino col carattere dell'opera. L'invenzione di tutte le parti della costruzione, la sua esecuzione, ed egualmente l'ornato devono decidersi, e misurarsi esattamente secondo le regole della convenienza, e dal più o meno d'importanza dell'oggetto, e della sua destinazione. L'esterior forma deve invitare l'occhio d'una maniera piacevole, ed avere un carattere chiaramente espresso, che non lasci lo spettatore un momento in dubbio sulla di lui significazione; e questo carattere dev'essere tale, che si possa colpirlo avanti che la lettura dell'iscrizione termini di spiegarlo. Un deposito, un sarcofago, un'urna sepolcrale sono oggetti facili a comprendersi, non così una semplice colonna, che esige qualche accessorio, che rischiari la cosa, come un emblema, o un'iscrizione. Una semplice ghirlanda di fiori basterà per indicare, che la colonna, sulla quale è riposta, è consacrata ad una piacevole rimembranza. In nessun'altr'opera si dev'evitare più la superfluità d'ornato, che ne' monumenti; essa nuoce alla tranquilla maestà, ed alla semplicità grave, che formano l'essenza de' loro caratteri. Più il monumento è semplice, meno distrae la vista, e più la sua impressione sarà sicura, e pronta. Bisogna che l'occhio possa tutto ad un tratto abbracciarlo intieramente, e che non vi sia nulla da cercare. Due iscrizioni offendono già la semplicità; ed una colonna sormontata da vaso, o da altro qualsiasi ornato, porge una complicazione, ed uno stile ignoto ne' bei tempi.
Tutte le fabbriche e i monumenti del giardino vogliono essere fatti sulla scala geometrica della casa, perchè s'ottenga una giusta proporzione rispettivamente tra essi, e la casa. Dovrà altresì regnare una giusta proporzione tra gli spazj di ciascheduna scena, e l'oggetto particolare, che vi primeggia; e tra questi spazj parziali ancora, e la totale estensione del giardino.
La prima precauzione da osservarsi impiegandoli si è quella di non renderli giammai parte capitale del quadro, ma di subordinarli sempre alle scene naturali; di non ammucchiarli indistintamente, e di non presentare giammai un'opera dell'arte, che attiri a se sola tutti gli accessorj. Ciascheduna fabbrica abbia la sua base di terreno in ragione dell'apparente suo piede di fabbricato, e questo terreno sia in gran parte scoperto, e sgombro, ed in dolce salita. S'avverta per ultimo, che l'oggetto primario di ciascheduna scena vuol essere collocato, per quanto si può, in alto, e deve piramidare con quanto lo circonda.
I nomi delle primarie ville Inglesi sono dedotti da quelli de' siti nel mondo stati illustrati per memorande imprese dagli antenati de' rispettivi proprietarj. Si veggono sparsi nel parco con dignità i monumenti di gloria nazionale, e quelli delle private famiglie; e riposte in quà, e là le urne, e i cippi degl'individui, che si son segnalati, o cui ha distinto qualche singolar avvenimento. In alcuni parchi la riunione di questi funebri oggetti compone un ragguardevole elisseo. Tale tributo reso al vero merito, onora quello, cui è dato, e chi lo discerne; ritiene viva ne' petti cittadini la memoria dei fasti, e de' progressi nazionali; e lascia impressa nella mente di chi ha visitato questi monumenti, consacrati ad uomini illustri, un'alta confidenza, ed opinione verso le fortunate famiglie, che li hanno prodotti.
Tav. XXIII. Colombario, ossia cinerario della famiglia degli Acii nel parco di Belgiojoso, con suo spaccato, e pianta.
ISCRIZIONI.
Le iscrizioni sono addizioni che si fanno agli edifizj, e ai monumenti per ispiegarne l'origine, o la destinazione. Servono adunque a togliere qualunque sorta d'incertezza sulla significazione di queste fabbriche, ed a soddisfare nel punto stesso la curiosità di chi vi si accosta.
Le proprietà essenziali delle iscrizioni sono d'essere concise, e chiare, d'un buono stile, convenevoli all'oggetto, e di sembrar nate senza stento dalla natura stessa, e dalla destinazione della cosa.