Tav. XXV. Prospetto del palazzo di Scoonenbergh presso Brusselles, altrimenti chiamato la villa del Lake.

Era nostra intenzione di presentare i piani generali di alcune ville Inglesi più scelte, e con successivi rami, e le corrispondenti descrizioni proseguire a parte a parte l'esposizione, e l'ordine di tutte le scene, che le compongono, metodo che infallantemente conduceva meglio d'ogni altro ad ottenere l'intento dell'opera; ma la difficoltà grave di procurarci simili piani, e le singole parti che abbracciano, senza le quali le sole descrizioni languiscono, e riescono spesso d'un senso oscuro, ed equivoco; inoltre l'amore di offerire qualche saggio di cose patrie in questo genere; e per non moltiplicare pur anche all'eccesso l'incisione, pervenuta diggià in quest'opera ad una piucchè discreta dose di tavole; essendosi voluto ancora trattar l'argomento con una maggior estensione; tutto ciò ci ha limitati ad attenerci ai pochi prospetti generali di ville inglesi, che abbiamo sparsi nell'opera, presi di fianco all'abitazione principale. Queste ville non sono delle più grandiose, ma sono belle, e presentando la scena del palazzo, ch'è la prima, la più importante, e la più difficile a ricavarsi, dinotano abbastanza la situazione generale, ed i diversi partiti, a cui questa dà luogo. Ciò potrà in qualche modo supplire al resto, variabile all'infinito, ed ineguale, come lo sono i locali diversi, le immaginazioni, e i differenti stati di finanze de' proprietarj.

Secondo il vecchio stile francese, egualmente che secondo il moderno inglese, le delizie d'una villa debbono esser divise in tre parti principali, e distinte; nell'introduzione cioè al palazzo, in quella detta propriamente giardino, e nel bosco, ossia in quella chiamata parco.

Il giardino, che rinchiude la scena del palazzo, e che l'accosta da ogni parte, dovrà comporsi d'una natura più gentile, e più scelta, ed egualmente le scene, nelle quali sarà suddiviso. Similmente sarà più artefatta la parte dell'introduzione al palazzo, come altresì più studiato, ed ingentilito il principio del parco, che lega col giardino.

Quest'ultima parte, il parco, a misura che si estenderà, e si allontanerà di più dall'abitazione principale, diverrà vieppiù negletto, e si amalgamerà viemmeglio colla natura del paese, che lo circonda.

L'interne scene del parco possono essere indicibili, e può abbracciare il parco nel suo seno possessioni intere a varie colture, con villaggi, e casali, con porzioni di monti, di valli, e di fiumi; oppure semplicemente servirsi di questi oggetti, come d'altrettanti punti di prospettiva.

L'esistenza d'un casale nello stesso parco, o nelle sue vicinanze, saggiamente divisato, e fornito di tutti gli amenicoli, che risguardano il bestiame, e la manifattura delle sue produzioni; che contiene il ricinto degli animali domestici, e quello delle pecore; il sito proprio per le api, e quello per ogni sorta di pollame; con i diversi magazzini de' generi, e l'abitazione dell'intendente, e de' contadini tramezzo al verde, e all'acque correnti, riuscirà sempre oggetto di somma importanza, e d'una piacevole, e varia occupazione.

Un recinto particolarmente destinato alle bestie salvatiche può formare una porzione considerabile, e interessante d'un esteso parco, e col suo aspetto agreste ed oscuro, e colla forte combinazione de' suoi alberi servire di contrapposto al restante dei quadri, e rinforzare il senso di serenità sparso nelle scene, ove questa predomina.