Un parco di bestie salvaggie esige primieramente la disposizione essenziale alla sua destinazione; vale a dire, la chiusura del suo confine, de' sicuri ricoveri, il nutrimento, e l'acqua necessaria al salvatico. Sarà dunque composto da una folta foresta, che rinchiuda ciò non pertanto un suolo abbondante d'erba, che leggiadramente si dispieghi negli spazj vacui. Questi liberi spazj permettono la circolazione dell'aria attraverso i boschi, vengono visitati dal sole, e dai salvatici, che vi si radunano piacevolmente alla portata dell'occhio; ma altresì sono essenziali al ben essere degli abitanti de' siti folti quà, e là dispersi, e composti di virgulti, e di sterpi.
Le piante, che convengono maggiormente a simili piantagioni, sono le quercie, i castagni comuni, e quelli d'India; le ginestre, i viburni, l'olivetta, il crespino, e gli spini vi convengono più fra gli arbusti.
I ruscelli d'acqua viva sono preferibili agli stagni; ma nel ricinto de' cervi vi si troverà un laghetto. Un picciol lago, che si veda sorgere d'improvviso tramezzo una foresta, riesce oggetto, che fa sorpresa, e piacere; soprattutto allorchè è disposto naturalmente, e reso ombroso in parte da qualche pezzo di adjacente foresta, o da qualche folto massiccio, collocato sulle sue rive; oppure che un casino di caccia vagamente si specchi nelle sue acque.
Tav. XXVI. Casino di caccia, d'invenzione di J. Canter.
Il rigore della fredda stagione addomanda delle cure pel nutrimento del salvatico, e per la costruzione degli stabili ricoveri atti a custodirlo, che vogliono essere congegnati quanto mai semplici, e selvaggi, e collocati dimodochè accreschino l'aspetto pittorico del sito.
Un ricinto d'animali salvaggi, il cui terreno sia ineguale, e disseminato d'alture, e di fondi, è preferibile ad una monotona pianura. I muri della cinta saranno diligentemente nascosti; tutta la piantagione si accorderà col carattere naturale alle foreste, e mostrerà un'aria di abbandono, e di piacevole disordine.
Fra le macchie, i boschetti, e i cespugli serpeggieranno talora de' sentieri, e talora de' cammini atti all'uso de' cavalli, e de' cocchj.
Per rapporto agli edificj, ve n'han luogo diversi. Qualunque sorta di ruine, un tempio a Diana sull'alto, una grotta al basso consacrata ad Endimione, una negletta capanna di scorza d'alberi in riva allo stagno, riescono oggetti oltremodo corrispondenti alla natura agreste, e solitaria, che forma il carattere proprio di cotesta maniera di parchi.