Lodevole è quella legislazione, la quale avendo in cura gli oggetti sovraccennati, ha tenuto di mira di allontanare questi luoghi dall'abitato per procurare la maggiore salubrità dell'aria, e non serbare sott'occhio con troppa frequenza gli oggetti di commiserazione, e di dolore agli abitanti[30]. Più lodevole ancora sarebbe se si adottasse la pia e più salubre costumanza di serbare soltanto colla memoria e il nome degli estinti le ceneri, in luogo di custodirne le ossa. Più semplici in questo modo, e meno dispendiosi riescirebbero i monumenti di tutti coloro, che hanno un dritto affidato alla riconoscenza dei posteri, e all'amor della patria. Fede ne facciano i colombari Romani, che ne' vasi cinerarj ci hanno serbate le memorie di tanti illustri cittadini colle ceneri unite alle sepolcrali inscrizioni in piccoli spazj appunto, o nicchie, come i colombi sogliono praticare per riporre i loro nidi. Almeno tal costumanza potrebbe aver luogo fra i cittadini agiati, li di cui cinerarei sarebbero riposti ne' rispettivi poderi, come si costumava presso la più grande nazione del mondo. Frequenti e necessarie distinzioni convenendo alla diversità delle persone, d'uopo è, che introducasi nel ricinto una simmetrìa, che offra la collocazione dei tumuli più o meno eminente secondo i rispettivi ranghi. La più esatta eguaglianza morale, e politica diviene ineguaglianza di fatto; e per conseguenza il sarcofago, che eterna la memoria del liberatore della patria, e del sommo legislatore, sarà più eminente, e più ornato dell'urna d'un cittadino privato. I padri additeranno ai figli la storia delle gesta degli avi, e lodevole invidia, e grata rimembranza faranno emulare la celebrità dei predecessori.

Abbiano i cimiterj un sito esposto ai venti, che purificano l'aria; il paese all'intorno sia solitario, serio, e tranquillo. Felice chi potendo edificare questi ricinti in luogo, ove scorrano acque, saprà trarne il convenevole partito, e introdurrà dei ruscelli lustrali, che lambendo l'erba, e il piede delle piante possano contribuire col grato loro rumore ad interrompere il silenzio del luogo. I giardini annessi ai cimiterj devono considerarsi fra la classe di quelli, in cui regna una dolce malinconìa.

Il locale non sarà chiuso, ma protetto da una bassa muraglia, o da un fosso. Al di dentro una lista di pioppi piramidali, o di cipressi ne circonscriveranno simmetricamente lo spazio. Frammezzo queste piante vi siano spiazzi, che rinchiudino edificj funebri, cappelle mortuarie, cenotafj, e mausolej distinti con saggie inscrizioni, e vere. L'area sia vacua, e serva alle sepolture comuni, nel cui centro sorga un tempietto d'eccellente stile. Il lato aperto in avanti sarà chiuso da cancellata[31].

Il totale deve rappresentare un quadro tristamente grande, e maestoso, che non avendo in se niente di ributtante, nè di terribile, smuova ciò non pertanto l'immaginazione, e porti nello stesso tempo nel cuore un'emozione piena di pietà, di tenerezza, e di dolce malinconìa.

Tutte le popolazioni hanno molto contribuito alla memoria dei loro. I monumenti, che ci rimangono, ne fanno fede; e le memorie, che ci sono state tramandate dei riti sacri dell'antichità, ci attestano quanto rispetto s'avesse pei funerali, e pei sepolcri. Questo degenerò in superstizione esagerata, poi fatalmente è passato in moltissimi luoghi a una noncuranza colpevole. Possa risalire colla decorosa semplicità dei monumenti a conservarci le illustri memorie de' cittadini arricchiti delle virtù più eminenti, e nello stesso tempo non si vegga più profanato il municipio da' tristi oggetti di lutto.

Tav. XXXIII. Uccelliera del cittadino P. A. Zappa a Sesto.

GIARDINI RELATIVI ALLE STAGIONI.

Ciaschedun cantone non è egualmente aggradevole duranti tutt'i mesi dell'anno; l'esposizione, e il suo carattere rendono dispiacevole in una stagione un soggiorno, che faceva piacere nell'altra. La natura ha dato ad ogni parte dell'anno il suo carattere proprio, come le particolari sue piante. Inoltre ciascheduna stagione è accompagnata da una quantità di circostanze, e d'accidenti, che non appartengono che ad essa sola. La natura stessa c'indica adunque che formando un giardino, bisogna fare attenzione alle distinte influenze delle stagioni. Le successive loro variazioni mantengono, e rianimano il gusto, che si prende agli allettamenti proprj di ciascheduna. Il gusto personale, i bisogni, o la disposizione d'un sito, che abita un amico de' giardini, possono altresì condurre a progetti di tale specie; ed è per tal maniera, che noi avremo de' giardini di primavera, dei giardini d'estate, d'autunno, e d'inverno.