7.º Avrà cura l'esperto giardiniere, che la distribuzione de' suoi verdi ottenga l'effetto della prospettiva del colore, detta dai pittori prospettiva aerea. Se avrà un ampio locale, ove tutto abbandonare all'effetto, e all'interposizione dell'aria l'allontanamento degli oggetti, allora sarà in minor bisogno di attenersi al rigore di questa legge: ma se avrà un picciolo spazio, e brami di far sfuggire rapidamente il suo bosco, il suo viale, i suoi cespugli da un tale determinato punto di veduta, dovrà esser sollecito di collocare nell'avanti gli alberi, e le piante, che abbiano il verde più cupo, le foglie più grandi, e dettagliate, e i tronchi dalla scorza più rugosa, e nericcia, mettendo al confine del suo orizzonte i verdi più pallidi, i tronchi più lisci, le foglie biancastre, che tanto brillante effetto producono dominate dal sole. Così otterrà il maraviglioso effetto d'ingrandire il luogo per la degradazione de' colori, appunto colle medesime regole, che la prospettiva ha stabilite per il pittore paesista.
DEL MOVIMENTO.
Il movimento produce bellezza, perchè accompagnato da varietà, e cambiamento. Esso è indispensabile negli oggetti campestri, affinchè possano piacere stabilmente. La veduta de' siti più ameni comincia a stancarci, allorquando non ci presenta, che oggetti immobili, e nel riposo, quando non vi compaja cosa, che rompa questa tranquillità uniforme, ed annunzi un'esistenza animata. Tale osservazione non è sfuggita a' più abili paesisti, che tuttavìa restano ben al di sotto dell'artista giardiniere, quando si tratta di produr movimento, non potendo i primi che semplicemente indicarlo, e non renderlo sensibile. Cotesti pittori animano i lor paesetti ora con pastori, ora con viandanti, ora con mandre erranti a caso, ora col volo degli uccelli: fanno sibilare il vento attraverso le foglie, rappresentano cadute d'acqua, ed il fumo, che s'innalza al dissopra de' casolari. Nello stesso modo l'artista giardiniere dovrà procacciarsi movimento nell'opere sue, e tanto più ch'esso sarà reale, ed ottenuto con maggior facilità. Per ottenerlo non dovrà dimenticare le seguenti massime:
1.º Sceglierà un sito, ove il vicinato gli presti delle vedute, dirò così, mobili, o semoventi, come sono i villaggi, e le colline, i campi, ed i prati; ove pascolano gli armenti, ed ove travagliano i giornalieri; i laghi, ed i fiumi animati da batelli, e da pescatori, e le grandi strade ricoperte di gente, che va, e viene.
2.º Vorrà egli procacciarsi del movimento nello stesso giardino? Impiegherà per ottener questo intento degli oggetti mobili di loro natura.
3.º Soverchio movimento distrae, e stordisce, motivo, per cui l'artista giardiniere cercherà di non procacciarsi che un movimento dolce, e spontaneo.
4.º Esaminerà per qual mezzo potrà produrre movimento, e vita. La natura ha riserbato a se il movimento dell'aria, e delle nuvole, ma permette all'artista giardiniere di vivificare il suo sito con altri mezzi. Può fare scorrere l'acqua ora presto, ora lentamente; può farla cadere da piano in piano, o farla precipitare dalla cima d'una scoscesa rupe; può variamente condurla, e distribuirla a suo talento. La sua piantagione è esposta al vento; una quantità d'uccelli non mancherà d'annidarvisi, ed i vario-tinti insetti leggiadramente svolazzeranno intorno.
DELLA VAGHEZZA.
Che la bellezza campestre risulti dal colorito, o dal movimento, sarà sempre suo effetto costante di risvegliar piacere, tosto che agisca sopra l'immaginazione; ma negli oggetti, nella loro situazione, e legame risiedono ancora delle proprietà, che ci apportano soddisfazione, e che ci prevengono in loro favore, senza però rapirci; e queste proprietà costituiscono la vaghezza, talmente collegata colla bellezza, che difficil cosa riesce distinguere i tratti di famiglia, che la caratterizzano; affare più di sentimento, che di raziocinio, e particolarmente rimarcabile all'effetto.
La bellezza fa nascere in noi un piacer vivo, grande, e talvolta pure accompagnato da entusiasmo; e la vaghezza d'un oggetto produce una dolce emozione dell'anima, una tranquilla inclinazione, una pacifica e durevole compiacenza a contemplarlo. Le sue impressioni sono più deboli, ma soavi; non fortifica lo spirito come un alimento sugoso, ma lo rinfresca, come la rugiada rinfresca la rosa. La bellezza è imperiosa, la vaghezza è insinuante. La vaghezza dunque si fonderà sovra una specie di giusta economìa, e di moderazione: moderazione ne' lumi, e nel colorito, moderazione nelle mosse. La vaghezza nasce dall'impasto, dallo sfumato, dalle velature, e dalla parsimonia. L'arco baleno è bello, quando i suoi colori brillano con tutto il loro splendore; egli è vago, quando insensibilmente si perdono. I raggi liberi e risplendenti del sol nascente son belli, e divengono vaghi, allorchè penetrano per il verde fogliame, che gl'intercetti. Una gran caduta d'acqua è bella; la sorgente, che mormora, è vaga.