In generale, noi vediamo rare volte la natura comporre tutto un quadro d'oggetti, che non abbiano che la vaghezza, ma piuttosto la vediamo mischiare questi vaghi oggetti ad altri, che hanno della grandezza, della varietà, e della bellezza. Non trascura il vago, perchè produce il suo effetto, ma non l'impiega unicamente; lo associa ad oggetti di maggior energìa, affine di produrre con questa mischia un'impressione più variata, e soddisfacente. Colla scorta di tal istruzione l'artista giardiniere cercherà pure nella natura gli oggetti aggradevoli, e vaghi per abbellire il suo recinto, ma considererà questi oggetti come parti parziali, ed aggiunte.
DELLA NOVITÀ, E DELLA SORPRESA.
La novità occasiona un movimento de' più vivi, e tocca quasi più che il bello, ed il grande. La novità può trovarsi in parte nell'oggetto stesso, ed in parte nel modo, in cui si presenta. Trattandosi d'oggetti campestri, sembra che la novità debbasi particolarmente investigare nella loro situazione, e nella loro connessione. Ma come l'emozione, che produce la novità, riesce di corta durata, così bisognerà congiungervi la grandezza, e la beltà. Le impressioni proprie di queste due qualità riunite rinforzano l'emozione, che porta la novità, e la prolungano maggiormente. È fuor d'ogni dubbio, che un oggetto interamente nuovo per noi ci tocca più d'un altro, in cui la novità non risiede che in alcune parti, o in qualche alterazione; tuttavìa la novità, anche in parte, produce sempre il suo effetto. Un bosco non è una rarità, e tuttavìa il verde fogliame, che lo riveste a primavera, gli dà l'allettamento della novità. Una rosa non è cosa straordinaria; tuttavìa qual piacere ci apporta il primo bottone, che scorgiamo sul rosajo? La natura fa giornalmente comparire de' cangiamenti agli oggetti, che abbiamo sotto gli occhi; e la novità di questi cangiamenti conserva loro un poter attraente. L'artista giardiniere cercherà in conseguenza oggetti, ne' quali la natura produce una continua variazione. Un oggetto può parer nuovo, pel mezzo del punto di vista, sotto cui si scorge. La natura produce pari novità, per cui devesi diligentemente investigare questa sorgente di piaceri. Veduto un oggetto da vicino, o da lontano, ora allo scoperto, ed ora per metà celato, ora in una tal situazione, e in una tal combinazione, ed ora in una tal altra, può benissimo, almeno per qualche istante, produrre illusione, e sembrare un nuovo oggetto. L'arte di render le cose nuove, dando loro dei differenti aspetti, forma una delle primarie risorse del giardiniere.
L'inaspettato non è il nuovo, ma gli è collegato da vicino. Negli oggetti aggradevoli, l'effetto della novità è l'ammirazione, che diverte, e quello dell'inaspettato è la sorpresa, sentimento assai più vivo.
È cosa chiara, che, affinchè un oggetto piacevolmente sorprenda, bisogna che abbia le qualità per ciò richieste, e si converrà facilmente che questi soli oggetti s'accordano colla destinazione de' giardini, e non quelli, che sorprendono d'una maniera disaggradevole, ributtante, e spaventosa.
A forza di rivedere i medesimi oggetti, e di famigliarizzarsi con essi, anche le cose più belle alla lunga stancano, e a questo difetto della natura umana deve in parte rimediare l'inaspettato, rianimando il gusto. E particolarmente ne' giardini Inglesi, che, potendosi fare in ciaschedun anno una certa spesa, non sarà difficile di perpetuarsi con de' leggeri cambiamenti l'effetto della sorpresa, senza punto alterare il carattere del giardino.
Le principali regole per l'artista giardiniere, che risultano da queste osservazioni, sono:
1.º Non disporrà mai il suo piano in maniera che si possa colpirne il totale al primo colpo d'occhio. Non lascierà scorgere, nè indovinare quale scena segua la precedente. Più nasconderà le sue disposizioni, più la loro subitanea apparizione colpirà[6].
2.º Presterà attenzione agli oggetti, ai siti, alle lontananze ec., pel cui mezzo si propone di sorprendere. Non basta che sieno aggradevoli; conviene di più che sieno importanti, scelti, e distinti. Una cosa comune, per quanto si mostri all'impensata, non cagiona che una debole impressione. Preparati a una sorpresa, non bisogna poi che succeda il parto della montagna d'Orazio.
3.º Senza varietà, e cambiamento l'effetto non sarà che poco considerabile. Allorquando dopo un oggetto, che ci ha sorpresi, il medesimo oggetto, oppure un altro simile s'offre di nuovo, ha di già consumata la sua più gran forza sopra di noi, e si rivede con indifferenza. L'apparizione di molti oggetti, e differenti tra loro produce un seguito continuo d'emozioni; ma anche su tal proposito fa di mestieri della più sagace economìa, e vi vogliono riposo, e pause. Sopratutto sarà proscritto qualunque raffinamento, e giuocarello al di sotto della dignità d'un giardino, ove deve regnare il sano discernimento, ed il buon gusto.