Per capacitarsene, convien rimontare alla necessaria Cognizione degl'immensi terreni incolti, sparsi su tutta l'isola, e perfino negli stessi contorni di Londra, dove attesa l'opportunità degl'ingrassi, la facilità de' trasporti, e l'approvigionamento della capitale, questi terreni dovrebbero sembrare i più preziosi; e sono in tale stato per mancanza di braccia, occupate nella marina, e alle manifatture, ed altresì per l'interesse maggiore, che ne risulta ai particolari nell'impiego diverso dei loro capitali. Alcuni di questi tratti incolti appartengono a comunità, ed il loro acquisto diventa imbarazzante, ma non impossibile in un paese, dove le conversioni all'utile, e le proficue speculazioni sono famigliari a chicchessìa, e ben presto abbracciate. I terreni ancora sono l'oggetto il meno caricato, e la loro tassa non equivalente a quelle degli altri articoli, perchè regolata su' vecchj catastri, che non si rinnovano, perchè interessanti la parte legislativa, cui spetta l'imposizione delle tasse. Risulta adunque che il costo delle terre è moderato, e nulla in Inghilterra è meno aggravato dalle imposte. Quindi un tratto di terreno incolto, ridotto colà a parco, effettivamente guadagna. Edotti dell'importante, non si persuaderà essere oggetto di somma spesa il cingere questo tratto di terreno con meschino murello, o con barriera di legno, ove invece di legna si abbruccia il carbon fossile, ed anche per maggior risparmio coll'economico cartello, che avvisa esservi trappole, ed inciampi nascosti. Ciò fatto, a norma delle qualità, e delle differenti situazioni del fondo, questo è posto a colture analoghe, ed opportune. Un tratto di costiera al mezzodì sarà messo a viti, pianta esotica, e che dando puranche un vino pestifero, sarà sempre prezioso per il padrone di casa, ricavato da un suolo ribelle, e sotto i suoi occhi; un pezzo di terreno sarà paludoso, e vi si tenterà la coltivazione del riso. Ma siffatte cose consideransi pure per semplici capricci, e per vani tentativi di nessun lucro. Tutto il restante del parco, vale a dire la massima parte del terreno, forma altrettante praterìe effettive, e variate, abbellite da gruppi d'alberi diversi, ed irrigate da copiose acque bellissime, di cui qualcheduna ha la sua sorgente sul sito. Numerose mandre vi pascolano, talune in tratti separati, affittati, e tal altre in altri spazj riserbati al padrone. Sopra alture meno fruttifere vedonsi arrampicare montoni, e nei boschi, che danno legna d'opera, si vedono correre daini, e qualche cervo, ricercatissimi, e di sommo costo. Le case rustiche in quà, e in là disperse, o che formano casale, sono abitate da' contadini, e guarnite d'ogni genere di pollame, e d'animali. Subordinato il tutto al maggior comodo, all'economìa, ed all'ordine più preciso, tuttavìa un genio pittorico ha preordinate le situazioni, e la costruzione d'ogni cosa. Perfino la cappelletta del luogo, situata sopra un poggio, sembra appartenere al recinto, e fa quadro. Le acque abbondano di pesci, ed in alcuni tratti di prato pascolano i cavalli. Gli ortaggi, i frutteti, e le serre sono in parti nascoste, vicine alla casa, e formano scene separate.

Il nostro terreno prezioso, e generalmente coltivato non acquisterebbe certo come in Inghilterra ad essere ridotto a parco; ma tuttavìa una possessione ridotta un po' pittorescamente, e mantenuta con lusso, non può che migliorare e per l'effetto degli occhi, e per quello della borsa[33]. Obbliga altresì alla riunione de' fondi, e a piantarvi la casa nel mezzo, giusta i precetti de' buoni agricoltori. Con poca spesa, ma con assidua cura si ritrarrebbero sommi utili, che crescerebbero in ragione della superiorità del nostro clima, e della varietà, e bellezza de' nostri prodotti.

La supposizione poi che il nostro paese sia diggià un giardino, sarebbe la stessa di quella, che la nostra popolazione sia formata da altrettante Veneri, ed Apolli, come ce li descrivono i poeti, e come ce li mostrano l'opere dei migliori scultori; e si avverta, che come appunto l'Apollo di Belvedere rappresenta un bello ideale per la bellezza delle singole parti, che lo compongono, e la squisitezza del suo totale, composizione ricavata dalla natura umana, ma che realmente in essa non esiste, così dovranno essere i giardini pittorici. Ricavati da' siti naturali li singoli pezzi superiormente belli, formeranno un totale, che diventerà bello ideale (come si è detto a suo sito); e come appunto i mostri d'ogni genere hanno precedute le belle statue Greche, e Romane, così gli altri giardini hanno preceduto i giardini pittorici, stati singolarmente adottati dagl'Inglesi, e ridotti a somma perfezione; punto fisso, siccome il bello, da cui non si saprebbe deviare, che per effetto di prevalsa barbarie, o di luttuosa catastrofe di calamità.

Un'altra conseguenza, che risulta dall'osservazione di quest'opera, si è, che i giardini regolari dell'antico stile non potranno altrimenti amalgamarsi, o formar parte de' giardini naturali del moderno gusto. Il volerne da principio far saggio, e la mancanza di coraggio d'abbattere, e di conformare così il restante, hanno potuto suggerire da principio questo mezzo termine, che non quadra punto col risultato, e cogli effetti, che attendere si devono dal totale; ed anzi questa parte isolata, e perduta fa mal opera a se, ed al resto.

Si è detto, che la natura dei giardini moderni, accostandosi alla casa, ne diventa più colta, e più gentile, e vi ammette puranche qualche ornato dell'arte; ma non potrà per questo fondersi, ed accoppiarsi con una natura, che non è natura, e che non appartiene ad alcun'arte. Grandemente parlandosi, e con precisione, non vi è che un solo stile in fatto di giardini; e i giardini promiscui sono mostri.

La formazione dei giardini Inglesi, come tutte le opere, che abbracciano totalità, non potrà essere ideata, e diretta, che da una sola persona. Si sono abbastanza dettagliate le qualità, che costituiscono l'artista giardiniere, al quale potrebbe con onore supplire anche un amatore, di nessun mestiere, e che avesse una giusta conoscenza di molti, dotato d'un colpo d'occhio sicuro, e di sano discernimento, avvezzo all'osservazione, e all'esame. Richiedesi in lui molta immaginazione, o piuttosto una facile ritentiva di quanto ha veduto, e che abbia veduto assai; e per ultimo l'arte, ossia la conoscenza, il giudizio, l'industria di saperlo variamente applicare a proposito, e conformare con buon effetto. Non basterà, come si è detto, di porre in carta il disegno, e quello del circondario; gioverà ancora farne il modello, e sovrattutto disegnar ogni cosa al naturale sul sito. Walpol rimarca, che il proprietario, per poco che abbia di gusto, è il migliore ordinatore del suo giardino.

L'arte dei giardini deve travagliare non solamente per l'occhio, e per l'immaginazione, ma ancora per il sentimento. «Laddove è introdotta una miglior maniera, dice Chambers, ove i giardini sono naturali senza rassomigliare alla natura ordinaria, nuovi senza essere affettati, e straordinarj senza essere stravaganti; ove l'attenzione dello spettatore è continuamente tenuta in sospeso, punta la sua curiosità, ed il suo spirito occupato da una grande diversità di sensazioni; là bisogna, che i giardinieri siano gente di genio, d'esperienza, e di criterio; bisogna, che dessi siano pronti a sentire, ricchi di mezzi, fertili in invenzioni, e che conoscano a fondo tutt'i movimenti del cuore umano.»

Per quanto sorprendenti siano i progressi fatti in Inghilterra nell'arte dei giardini pittorici, tuttavìa sarebbe uno strano pregiudizio quello di riguardare quest'arte come pervenuta colà alla sua perfezione. Per forza di carattere, e per sovrabbondanza di mezzi molto hanno fatto gl'inglesi anche in quest'arte, ma molto resta loro da farsi ancora; ed un esame imparziale ci mostrerà gli errori, ne' quali incorrono sovente. Uno de' principali loro difetti è d'essere ancora troppo limitati. Fino al presente si sono generalmente ristretti al solo genere aggradevole, e non si sono abbastanza estesi su tutte le altre specie sì variate di giardini, che si ponno disporre a norma della differenza dei siti, e dei caratteri proprj a ciaschedun cantone. Questa sterilità si mostra ancora non solamente nella continua ripetizione di torri Chinesi, di kioschi, d'obelischi, di colonne, di tempj, e di cose, e di avanzi gotici, ma puranche nella stessa maniera del piantare. A Kent si rimproverava che le sue masse erano soverchiamente piccole, e non proporzionate agli spazj, e che si attaccava di troppo agli effetti immediati, e che non piantava per l'avvenire. Non mi è riuscito di vedere in Inghilterra de' giardini relativi alle stagioni, e alle parti del giorno. Il miscuglio intelligente delle diverse qualità di verdi, ed il contrasto delle loro forme è appena conosciuto ne' modernissimi giardini. È cosa ordinaria al lungo de' tratti erbosi, de' ruscelli, e de' fiumi la continuazione di gruppi, composti esattamente del medesimo numero, e della medesima specie d'alberi, e di vedere nel restante una continua schiera piramidale di piante, cominciando dalle più basse alle più alte. Gl'Inglesi hanno altresì accumulata una quantità di cose gotiche, d'archi trionfali, di statue equestri, di piramidi, e di circhi, che non sembrano gli oggetti fatti per un giardino.

Il gusto de' giardini Inglesi si è diffuso ben presto in tutta l'Europa, ed è stato avidamente abbracciato dalle nazioni più colte. La Francia si vanta d'avere dato il giorno a Watelet, artista, e poeta d'un rango distinto, che fu il primo scrittor Francese, che sommise i giardini all'invariabilità del bello. Penetrato delle massime, e degli effetti della pittura, fece, per quanto si poteva, l'applicazione delle regole di quest'arte a quella de' giardini; e quest'applicazione fu più felice di quella degli architetti quando trasportarono ne' giardini la simmetrìa dei loro edifizj.

Il signor di Girardin ha composta un'opera preziosa sulla composizione del paesaggio, e sui mezzi d'abbellire la natura intorno le abitazioni, accoppiando l'utile all'aggradevole; e non contento di avere esposta la teorìa, ha presentato il celebre suo giardino di Ermanonville.