A parti eguali d'un giardino magnifico dell'antico stile, costerà sempre meno un moderno di gusto fisso. Non si dovranno mai appianar monti, nè valli, nè fare l'immensa spesa per mettere a livello tutto il circonvicino terreno. Il buon gusto non riconosce più le mostruose macchine idrauliche, e le diramazioni immense di canne di piombo, che penetravano nelle viscere della terra a foggia d'altrettante vene, ed arterie. Si risparmia la spesa, ch'era cagionata dall'abbondanza disgustosa delle cattive statue, e de' pessimi vasi. È cessato il furore per i fiori a cipolla, delle quali cipolle taluna si è pagata oltre la somma di mille fiorini. Si risparmia la spesa della perpetua tosatura dei muri verdi, dei pilastri, delle colonne, degli architravi, delle volte verdi; e la maggiore, ch'era necessaria, de' legnami, de' ferri, e delle vernici. Si evita la lunga cura, e l'instancabile educazione, che addomandava la formazione de' mostri di tasso, e di sabina. Gli alberi, e le verdi masse, che pianta il nuovo gusto, si conservano quasi da per se sole.
Lo spazio in vero degli antichi giardini era ordinariamente più piccolo, che quello, che esigono le piantagioni moderne, ma quegli spazj rendevano nulla, e solo apportavano spesa; frattanto che gli spazj verdi, e coltivati di questi divengono nello stesso tempo proficui. Gli alberi, e gli arbuscelli forniscono legna con i rami superflui, e danno una quantità di rampolli da piantarsi altrove, o da vendersi. I verdi tappeti danno fieno. Havvi un maggior risparmio di viali, e di spazj sabbiati. Ne' vasti ricinti non si guastano campi, nè praterìe. I boschi non vi perdono nulla della loro utilità, benchè un sano discernimento li cambia in luoghi di delizia; vi guadagnano in cambio, attesa una cura maggiore, che loro si accorda.
Ma ci si dirà, quanto non costano mai tante costruzioni nei giardini moderni? Qualche domanda, fatta a vicenda da noi, servirà di risposta a questa obbiezione. Che non costavano mai le vostre grotte colle loro conchiglie, e gli altri loro ornamenti? Che non costavano le vostre prospettive, e le vostre fontane, i canali, i cancelli di ferro, ed i vostri belvedere? Si richiederà forse, che un ricinto rinchiuda tutte le specie di fabbriche, di cui devesi parlare nell'esposizione della teorìa dell'arte?[32] Ove si raccomanda più l'economìa in fatto d'opere d'architettura, che nel nuovo stile? Una semplice casuccia coverta di paglia, una capanna da pescatore non bastano sovente per risvegliare l'idea del conveniente, e del bello? E chi peccava più dalla parte della prodigalità di quella insulsa maniera, che collocava sempre un padiglione, una grotta in faccia l'una dell'altra, per soddisfare la falsa idea d'imitare l'uniformità regolare dell'architettura civile?
Finalmente la violenza, che s'impiegava per isfigurare la natura, era nello stesso tempo una profusione inutile. Quante colline e montagne non si sono spianate a tutto costo per cambiare in pianura lo spazio totale del giardino! E dopo aver trasformato il tutto in pianura, quante pene, e spese non vi bisognavano per dare all'acque, divenute stagnanti, un corso forzato! Qualunque tentativo fatto per opporre a se stessa la natura, di cui si può imitare i modelli con tanta facilità, e vantaggio, è una stravaganza, che punisce ben presto la spesa gettata, l'infelice successo, e il pentimento.
Se si volesse spingere avanti il paralello fra i due stili seguiti dalle due grandi nazioni, dir si potrebbe, che il Francese soffoca la natura colla industriosa attività, colla quale vuol abbellirla; l'Inglese la rende talvolta soverchiamente negletta, e quasi deforme, volendola copiare troppo scrupolosamente, e senza scelta. In Inghilterra si travaglia per se; in Francia per la propria vanità. L'Inglese cerca alla campagna i piaceri campestri; la città segue il Francese nei campi. L'Inglese è nelle sue terre giardiniere, ed economo; il Francese non vi è il più delle volte altra cosa che decoratore. Il Francese vuol gettarvi nell'ammirazione, e nella sorpresa; l'Inglese vuole occuparvi con un seguito d'idee, e di sentimenti filati. Il Francese conta sulle proporzioni; l'Inglese sulle scene, e sui quadri. Questi cerca la varietà, che presenta la natura; quegli le invenzioni dell'arte. L'Inglese si sforza di mostrare il paesaggio, ed il Francese di mostrare il proprietario.
Inoltre l'Inghilterra presenta una maggior quantità di cantoni agresti, romanzeschi, e fortemente caratterizzati, coperti da boschi, e da rocchi, e con una quantità di sorgenti, e di fiumi superbi, che portano le loro acque a fior di terra, e che non vi traboccano mai, non esclusa pur anche la regale Tamigi. La Francia al contrario ha meno di paese pittorico, e molto più di piano, che non permette una ricca varietà di scene, nè tocca la fantasìa, e che ha dato nascimento ai monotoni, e meschini giardini della pianura, che tali altronde convengono al Francese, cui bisognano de' giardini, dei quali possa colpirne al primo sguardo il totale; de' giardini vezzosi, che blandamente sorridano ai suoi occhi, e lo solletichino mollemente, e prestino alla vivace, e ristretta sua immaginazione un proporzionato campo.
È cosa inutile arrestarsi di più sulla profusione, e sul non senso dei giardini della vecchia maniera, i quali non erano, che copie servili l'uno dell'altro, sorgenti di noja, ed il frutto dei pregiudizj, della mancanza di gusto, e della pigrizia più crassa. Fortunatamente in questi ultimi tempi si è principiato a riconoscere, che anche in fatto di giardini, come di musica, e di pittura, non vi può essere che un solo genere, il bello.
La rivoluzione nell'arte dei giardini ha resa più ricca, più ridente, più pittoresca la faccia dell'Inghilterra, spogliando il paese del suo aspetto agreste, e monotono, non per rifonderlo, ma per abbellirlo. Ha propagata la conoscenza, e la ricerca delle piante indigene, e forastiere, coll'avvantaggio, che ne hanno saputo tirare in seguito le arti, ed i mestieri; ha esteso i progressi dell'agricoltura, e della scienza dell'acque, rendendovi più attenta, ed invogliandone la classe de' più facoltosi possessori; ha propagato, e diffuso in tutti l'amore, ed i beni della vita campestre, allargando la sfera degl'innocenti piaceri, delle utili occupazioni, e dell'osservazione sagace, e comunicando lo studio, e l'intelligenza delle belle arti.
Per distruggere poi l'idea, non si sa come tra noi prevalsa di soverchio dispendio, e di perdita di terreno, aggiungerò, che taluni dei parchi Inglesi non son altro che una possessione di lusso, e tale la chiamano spesso gli stessi loro autori, e proprietarj.
Alcuni ricinti Inglesi sono quanto di più fino, e di più speculato è forse stato trovato finora nell'arte di unire l'utile al dolce, e di saper trarre profitto da tutte le circostanze, e da tutti gli oggetti; e fra tutte le possessioni sono forse quelle, che rendono più colà al suo proprietario, come quelle sotto l'occhio perpetuo del padrone, delle quali n'è riservata a se la cura, e l'amministrazione, e ne ha formato un simultaneo oggetto di profitto, e di delizia.