Voyage d'Osbek à la Chine.

[4]. In pittura fanno paesaggi, ne' quali non v'ha nè punto di vista, nè lontananze. Le linee fuggenti sono loro egualmente incognite, che i punti, ove bisogna ch'esse si riuniscano. Non hanno veruna nozione delle regole, cui sono invariabilmente sommessi gli effetti della luce, ed ignorano la pratica de' riposi, e delle grandi masse d'ombra, che si pongono sul davanti. Non sanno rompere, nè degradare i colori.

[5]. Quale estensione di parco ciò suppone! Pure Chambers confessa nella sua prima relazione di non aver veduto alla China che de' piccolissimi giardini.

[6]. Le leggi del dramma sono pur tanto analoghe a queste: guai se al primo atto l'uditore s'accorge della sviluppo della catastrofe! Anche i giardini hanno il loro intreccio, il loro principio, il loro mezzo, il loro fine, e a gradi a gradi è d'uopo pervenirci con molta sagacità.

[7]. In Inghilterra segnano il confine di diversi parchi alcuni rari pali con cartello, sopra cui sta scritto di non inoltrarsi, perchè vi son nascoste delle disposte insidie.

[8]. Quelli, che per curiosità, o per amore per la botanica vorranno formarsi una bella biblioteca in genere di fiori, dovranno conoscere, o procurarsi i seguenti libri.

Arena (Filippo), la natura, e coltura dei fiori; Cosmopoli, 1771.

Boym (Michele), gesuita, Flora Sinensis; Viennæ Austriæ, 1656, in fol.

Bry (Gio. Teod.), Anthologia magna; Francof., 1626, e 1641, tom. 4.

Besleri (Basilii), Hortus Eystettensis; Norimbergæ, 1613, 2 vol., in fol.