Un cantone, nel quale domini la dolce melanconìa, si produce coll'esclusione totale delle lontananze; pel mezzo di fondi, e di abbassamenti; pel mezzo di macchie, e di folti boschi, soventi volte per l'effetto di semplici gruppi d'alberi grandiosi, e fitti, sulle cime de' quali si fa intendere un sordo mugghio; pel mezzo d'acque stagnanti, o che nascoste agli occhi producono un affogato mormorìo; pel mezzo d'un fogliame oscuro, di tronchi, o foglie cadenti, e d'un'ombra, che si distende all'intorno; o per la mancanza di tutto ciò, che annuncia la vita, e l'attività. In questi cantoni vi si mostrano raramente de' chiari: quì abita il silenzio, e la solitudine.
Un solitario uccello, che svolazza; una tortorella, che geme sopra una concava cima d'una consunta quercia; uno smarrito usignuolo, che racconti le sue pene al deserto, bastano a riscaldar la scena. Offre un consimile cantone il dolce godimento del riposo, e della solitudine, la lusinghiera immagine dell'idea che l'uomo basta a se stesso, e la pacifica dimenticanza delle cose, che intorbidano l'interna nostra quiete. Confidente dell'amore, questo cantone trattiene viva l'occulta tenerezza del cuore, e medica dolcemente gli affanni. Lo spirito si abbandona a riflessioni più libere, e più degne di lui; tutte le sue forze si concentrano, e ne divengono più attive. L'immaginazione si eleva con istraordinario volo ad una nuova sfera d'idee, fra le quali va errando con segreto entusiasmo. Chi potrebbe essere così poco filosofo per non procacciarsi nel suo vasto recinto, ove regna la serenità, un cantone proprio ad ispirare la dolce melanconìa? A chi mai queste impressioni potrebbero essere assolutamente straniere? Straniere al punto di non averle mai osservate nella natura, o di non averle ammirate, e sentite nei valorosi poeti, che le han cantate?
ROMANZESCO, E MAGICO.
Il romanzesco, o il magico in fatto di paesetti, risulta dallo straordinario, e dal singolare, che domina nelle forme, nei contrasti, e nelle connessioni. Particolarmente s'incontra questo carattere nei cantoni disseminati di montagne, e di roccie, in rinchiusi deserti, ove non è pervenuta ancora la mano ardita dell'uomo. Oltre le forme, i forti contrasti, e gli strani e sorprendenti avvicinamenti generano il romanzesco. Quì l'immaginazione dovendosi occupare d'oggetti vicini, gli oggetti lontani rimangono intercetti; rare volte si stendono in avanti, ma più sovente s'innalzano dal basso in alto, o s'internano dall'alto in basso. Là ove il deserto aspro, ed oscuro s'accoppia all'ombrosa valle pacifica, smaltata di vaghi fiori, o dove il torrente precipita le sue acque schiumose dall'alto d'una balza attraverso d'una vario-colorata macchia, che errano di poi placide, e lucenti fra le verdi foglie; dove le bianche creste d'una calva roccia aprono la volta d'una bella foresta... là comincia il carattere romanzesco.
La natura sembra piuttosto gettarlo alla ventura in un momento di felice capriccio, che terminarlo, e sfumarlo delicatamente. Sono colpi accessorj, arditi, singolari, che sfuggono dalle sue mani nella composizione de' quadri campestri.
Il romanzesco apporta sorpresa, ed una piacevole meraviglia, e fa rientrare in se stesso. La grandezza, e l'oscurità producono i cantoni solenni, gravi, sublimi, e maestosi. È fuor d'ogni dubbio, che la prima di queste proprietà riesce indispensabile alla determinazione di cotesto carattere; quanto alla seconda, essa aggiunge vigore all'impressione della grandezza, come lo provarono già i Greci, e li Druidi ne' sacri loro boschi di quercie. Il silenzio, che circonda un oggetto sublime, ne accresce la maestà. Uno strepito veemente, quello della tempesta sul mare, o di un furioso vento ne' boschi, o del fremito delle cateratte risveglia altresì sentimenti distinti, e concorre egualmente che il silenzio profondo ad esprimere il carattere, di cui si parla.
Le catene de' monti, le roccie soprattutto, allorchè sono spelate, ovvero rese oscure, e nere; gli alti boschi, ed i gruppi d'alberi slanciati; i rapidi torrenti, l'impetuose cadute, le lontananze al mare, i monti bianchi di neve, i vulcani, gli abissi.... l'oscurità delle foglie, le ombre forti, le tenebre della notte rischiarate da scarsa luce di luna, che attraversa un'annosa selva; una calma, una solitudine profonda all'intorno, che somministra all'anima la facoltà di porgersi all'impressione di tutti questi oggetti, e di abbandonarsi all'idee, ed alla meditazione, che cagionano; tutto ciò, più o men bene combinato, forma un cantone maestoso, e sublime. I suoi effetti sono la maraviglia, la compunzione, e l'elevazione della mente. Commovimenti di siffatta tempra, e sopra ogni cosa il sentimento così possente della grandezza, e dell'onnipotenza del Motore della natura, quanto mai piacciono ad uno spirito, che non ha peranche scordato di sentire la propria dignità!
I cantoni di tal carattere sono una rarità anche in natura, e non s'incontrano che d'intorno a' promontorj lungo le spiagge del mare, oppure sull'Alpi, ne' Pirenei, e fra le più esaltate sommità de' monti, infra antiche foreste, e ne' deserti, ove signoreggiano indomiti torrenti, ed incendiatori vulcani.
Noi vediamo come la natura genera cantoni di differenti caratteri, atti a produrre differenti impressioni. Cotesti naturali caratteri possono altresì essere rinforzati per diverse maniere dall'intelligente mano dell'uomo. È per tal guisa che un ridente cantone, fregiato d'una pastoral capanna, o d'una casa rustica; un melanconico da un solitario convento; un romanzesco da gottiche ruine; un maestoso da un tempio; tutti vi guadagnano prodigiosamente. Allora quando simili edificj, e monumenti sono congiunti a' cantoni, cui convengono di loro essenza, le fabbriche, e i cantoni si contraccambiano l'energìa loro; i loro caratteri ne divengono più marcati, e ne risulta un complesso d'idee, e d'immagini, che agiscono con forza determinata, e possente sull'animo nostro.
Il natural carattere d'un distinto cantone può ancora cangiarsi, e trasformarsi in un altro. Per esempio, un cantone malinconico può rendersi allegro. Aprite delle lontananze, rischiarate il bosco, date del pendìo all'acque, e fatele zampillare; diminuite le masse dell'ombra con molti chiari; intorbidate il silenzio del sito, soltanto col belamento di greggia, che pascoli nel vicinato... immediatamente la scena malinconica si trasformerà in un'allegra.